Resoconto dell’assemblea No War del 10 settembre

Il movimento contro la guerra (forze politiche, reti, associazioni) si è riunito sabato 10 settembre e ha prodotto un importante momento di discussione sulla situazione attuale della guerra in Iraq e sulle conseguenze devastanti che questa genera, in Italia, sul piano della repressione interna.

Su alcuni, decisivi elementi di proposta, che attengono all’iniziativa politica che si dovrà porre in campo nei prossimi mesi, vi è stata una netta convergenza.

Si è riscontrata l’urgenza di dare vita, in tempi brevi, ad una grande manifestazione nazionale per il ritiro immediato delle truppe dall’Iraq. L’esigenza di portare l’Italia fuori dalla guerra al più presto è resa ancora più evidente dalle recenti provocazioni del governo Berlusconi contro le comunità islamiche e il mondo arabo (ripetute espulsioni di personalità islamiche dall’Italia, chiusura della scuola di via Quaranta a Milano, negazione dei visti di ingresso in Italia per una delegazione irachena).

Il movimento contro la guerra deve, senza reticenze, denunciare la piena responsabilità del nostro governo: a tale scopo è stata indicata una scadenza orientativa per il mese di novembre.

Questa manifestazione dovrà essere preceduta da iniziative sui territori (si è pensato, ad esempio, ad una carovana nazionale e ad interventi di interdizione delle esercitazioni anti-terrorismo).

E’ stato sollevato anche il problema di compiere un salto di qualità in merito alla discussione sulla resistenza irachena. Tale resistenza non solo è legittima ma merita l’attenzione e il riconoscimento internazionale di tutte le forze progressiste e di sinistra. Il movimento contro la guerra deve favorire concretamente il dialogo tra le varie forze che animano la resistenza e l’opposizione in Iraq e le forze politiche che, nel nostro Paese, potrebbero a breve essere chiamate a determinare le scelte di politica estera nel prossimo governo.

Nella direzione del riconoscimento della resistenza irachena, l’assemblea del 10 settembre ha espresso la propria solidarietà allo sciopero della fame degli attivisti dei comitati Iraq Libero contro la mancata concessione dei visti di ingresso in Italia per una delegazione irachena.

Inoltre, l’assemblea ha discusso di come nell’agenda del movimento contro la guerra debba entrare la battaglia per la revoca delle leggi speciali (Decreto Pisanu, reati associativi) che stanno colpendo decine di cittadini stranieri e di attivisti dei movimenti sociali, ma che soprattutto sta configurando l’islamofobia come vero e proprio sistema legale, sulla base di un sistema repressivo scatenato principalmente contro i cittadini e le comunità di religione islamica.

In conclusione, l’assemblea ha deciso che a breve verrà stilato un manifesto politico del movimento che ne definisca identità, tesi e piattaforma. Il carattere permanente di questa guerra richiede una nostra stabilità e progettualità più avanzata di quella che si è riusciti ad esprimere fino ad oggi.