Report sul Forum internazionale di Beirut a sostegno delle resistenze

Una delegazione della Rete dei Comunisti ha partecipato su invito degli organizzatori dell’Arab-International Centre for Communication and Solidarity , al Forum Arabo-Internazionale “Together with Resistence” (Insieme alla Resistenza) che si è tenuto a Beirut dal 15 al 17 gennaio.

La conferenza si è tenuta in coincidenza con l’anniversario degli ultimi giorni dei bombardamenti israeliani a Gaza, una scelta che nelle dichiarazioni dei promotori : conferma il ruolo storico della capitale libanese nel difendere la causa palestinese …e nel sostenere tutti movimenti di liberazione nazionali nel mondo arabo e nel mondo intero .

Nel Forum di Beirut, i compagni della Rete dei Comunisti hanno potuto verificare i cambiamenti profondi intervenuti nelle soggettività politiche che animano la resistenza antimperialista nella regione mediorientale, cambiamenti che vedono indubbiamente prevalere per organizzazione, capacità e coordinamento le forze di ispirazione religiosa. In questo si segnala da un certo punto di vista un passaggio che vede collaborare forze islamiche sia sciite che sunnite che pure sono l’eredità di decenni (se non addirittura secoli) di contrasti. In tal senso i tentativi dell’alleanza USA/Arabia saudita di continuare ad acutizzare sui vari teatri (dal Libano all’Iraq e all’Iran) i contrasti inter-islamici tra sciiti e sunniti, sembrano aver subito una battuta d’arresto significativa.

Quella di Beirut è una conferenza che si tiene ormai da diversi anni, raccogliendo le adesioni di associazioni, partiti e organizzazioni di oltre 65 paesi arabi, islamici e dal resto del mondo.

Tra gli obiettivi del Forum c’è la riaffermazione del diritto dei popoli a resistere all’occupazione, ad opporsi alle politiche coloniali ed a rigettare la definizione di terrorismo utilizzata dagli imperialisti nei confronti dei movimenti di resistenza popolare.

E’ una realtà di fatto che pone le analisi e le valutazioni sulle resistenze – e sull’ipotesi di una Resistenza Globale adeguata alla fase di crisi globale e competizione interimperialista – di fronte ad una realtà che vede marginalizzate le opzioni antimperialiste tradizionali e l’emergere di opzioni differenti tra loro. Non possiamo nasconderci che mentre in America Latina o in Asia si è delineata più nettamente l’opzione anticapitalista tra le forze che animano la Resistenza Globale, in Medio Oriente prevale al momento una visione antimperialista e antisionista che lascia maggiori incognite sul piano del progetto politico e sociale. Che queste forze diverse riescano a convergere lo lasciano sperare proposte come quella di Morales di dare vita ad un vertice dei “governi antimperialisti” esternato durante un incontro con le autorità siriane.

Sotto molti aspetti la partecipazione al forum di Beirut è stata una interessante ricognizione sul campo che aiuta anche i comunisti europei a comprendere meglio una realtà molto complessa come quella del Medio Oriente e le sue trasformazioni.

Gli organizzatori hanno fatto in modo che quest’anno la conferenza avesse un importanza particolare sia in termini di partecipazione che per le presenze di politiche di rilievo .

I lavori al palazzo dell’UNESCO sono stati aperti dal Segretario Generale di Hezbollah Sayyed Hasan Nasrallah che in collegamento video ha parlato di fronte a circa 2000 delegati e alle più importanti reti televisive Arabe. Il leader di Hezbollah ha riaffermato il ruolo e la capacità dimostrate dalla resistenza nel far fallire le numerose aggressioni sioniste ed imperialiste, Nasrallah ha proseguito poi dicendo: “Israele sta vivendo un problema di leadership e di comando, il problema di un esercito invincibile sconfitto per mano dei combattenti della resistenza, il problema di credere nel futuro . Israele sta proseguendo sulla strada delle minacce …ma per la prima volta teme l’opzione militare”. In un altro passaggio Nasrallah ha messo in evidenza come persino gli Stati Uniti oggi si trovino in difficoltà, ed esortando alla resistenza dei popoli ha concluso : “La scelta della resistenza è valida, logica e vincente allo stesso tempo”.

La presenza del leader di Hamas, Khaled Meshaal, ha sottolineato come la direzione impressa alla conferenza fosse quella di raccogliere intorno a questo appuntamento le leadership arabo-islamiche evidenziandone così l’egemonia sui movimenti di resistenza nella regione.

La scelta di far prevalere l’opzione della resistenza islamica ha messo in secondo piano l’opzione laica , progressista e socialista.

Meshaal ha tenuto un discorso dal profilo diplomatico dichiarandosi pronto ad incontrare Abu Mazen per arrivare alla riconciliazione tra Fatah e Hamas. Nel suo discorso Meshaal ha denunciato la costruzione del M uro da parte dell’Egitto : Il muro si costruisce tra nemici e non tra fratelli .

Diversi paesi dell’area hanno partecipato con delegazioni di altissimo livello, l’Iran con il suo vicepresidente, per la Siria invece è intervenuta una dirigente del Partito Baath, mentre nel corso della giornata di apertura si sono succeduti sul palco i rappresentanti dei diversi fronti della resistenza arabo islamica.

I compagni della Rete dei Comunisti hanno seguito la conferenza partecipando all’affollata assemblea di apertura che si è tenuta venerdì e ai lavori delle sessioni che hanno avuto luogo sabato. La conferenza è stata anche l’occasione per mantenere i contatti con i partiti della resistenza libanese e palestinese.

La delegazione della RdC ha potuto tenere degli incontri bilaterali con il Partito Comunista Libanese, con Hezbollah ed ha avuto occasione di riaffermare la propria solidarietà ai compagni del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e a tutto il popolo palestinese.

La compagna Marie Nassif Debbs, Vicesegretaria e responsabile esteri per il PCL, ci ha illustrato la grave situazione sociale e politica del Libano, aggravata dalla crisi economica e dalla politica di liberalizzazioni. Le relazioni tra la Rete dei Comunisti con il PC Libanese sono avviate da tempo e hanno avuto cosi occasione di aggiornarsi dopo l’ultimo incontro avuto a settembre.

La delegazione della RdC è stata poi ricevuta dal responsabile esteri di Hezbollah, Ammar Al Mussawi. L’incontro ha toccato la politica interna libanese e la situazione dell’area.

La discussione è stato motivo per rinnovare i rapporti di confronto tra la RdC ed Hezbollah già avviati nella scorsa estate in occasione del II° Meeting internazionale per la Resistenza Globale.

Sia nella conferenza che negli incontri bilaterali la delegazione della Rete dei Comunisti ha sottolineato come ritenga importante che la Resistenza sia al centro dell’azione politica e culturale di tutte le forze progressiste che agiscono a livello internazionale anche se in condizioni diverse da paese a paese. Sono emersi anche punti di vista diversi, in modo particolare sulla fine dell’illusione di una Europa come entità progressista diversa dagli USA, una convinzione questa per la rete dei Comunisti più consolidata mentre appare più sfumata tra le forze politiche della sponda sud del Mediterraneo, siano esse di ispirazione socialista che religiosa. Piena convergenza invece sulla condanna del ruolo di complicità dell’Egitto con lo strangolamento dei palestinesi a Gaza e con i progetti USA e israeliani nell’area. In diversi hanno sottolineato il nuovo ruolo regionale nella Turchia che ha visto crescere le distanze verso Israele mettendo in crisi una alleanza storica e strategica delle forze filo-imperialiste nella regione. Al Forum di Beirut dall’Italia era presente anche una delegazione del Forum Palestina e del PdCI.