Report iniziativa Marx XXI – Milazzo 20 settembre 2010

“Crisi economica, disoccupazione di massa, precarietà, infortuni sul lavoro. L’attacco del capitale e l’esigenza del conflitto.”

L’occasione per la presentazione ufficiale dell’Associazione politico-culturale MarxXXI nella provincia di Messina è stata offerta dalla determinazione del compagno Franco Andaloro, consigliere provinciale di Prc, che, non senza difficoltà, ha voluto organizzare un seminario di studio (e di lotta se ancora si può dire) nella sua città di Milazzo, sede di importanti attività industriali, 40 Km da Messina, avente come tema il lavoro salariato.

Essendo egli stesso aderente a MarxXXI ha chiesto il contributo collettivo dei compagni dell’Associazione che ha puntualmente ottenuto.

Il tema scelto è di stretta attualità e la circostanza troppo ghiotta per non cogliere la possibilità di esplicitare sul piano teorico le cause, i metodi ed i contenuti del processo di ristrutturazione capitalista, così come è apparsa subito evidente la necessità di legare la teoria alla pratica del conflitto di classe in atto oggi in Italia.

Dunque, il collettivo di MarxXXI ha scelto non solo i temi dell’incontro ma anche, e forse soprattutto, gli interlocutori con cui confrontarsi nel corso del Seminario. Partendo, nel riepilogo della giornata, con metodo non usuale, dalla fine, è giusto sottolineare che le conclusioni della manifestazione sono state affidate alla compagna Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom Sicilia.

Scelta, ovviamente, non casuale che è stata accettata ed accolta pienamente dalla stessa compagna, la quale, dopo avere articolato un problematico intervento, ha richiamato la platea alla necessità di schierarsi praticamente con la Fiom già dalla prossima manifestazione nazionale del 16 ottobre, mettendo in moto una organizzazione che consenta a quante più persone sia possibile di raggiungere Roma, sapendo che la posta in gioco è la difesa del Contratto nazionale collettivo, ovvero la più importante tra le conquiste del Movimento operaio italiano, oggi messa drammaticamente in discussione.

Sia detto per inciso, la MarxXXI di Messina ha deciso di organizzare un pullman per quella circostanza straordinaria.

Come si può intuire i compagni che hanno preparato il seminario lo hanno fatto guardando volutamente con occhio strabico (nella consapevolezza che una corretta messa a fuoco avrebbe ristabilito la convergenza del punto di vista): per un verso l’attenzione scrupolosa all’aspetto teorico, e per questo la relazione centrale, di cui si dirà, è stata affidata all’economista Domenico Moro, per altro verso l’attenzione dovuta al territorio locale e a quella che, in nuce, vorrebbe essere una prossima futura “politica delle alleanze” della quale l’Associazione non potrà, in prospettiva, fare a meno.

Per quest’ultima ragione hanno aderito all’invito e partecipato al Seminario i compagni Gaetano Santagati (già segretario provinciale dei DS) per la CGIL provinciale, Vincenzo Sgròper la CGIL di Milazzo e Mariano Massaro segretario regionale del sindacato ORSA.

Federico Martino, animatore infaticabile di MarxXXI in Sicilia, ha aperto la giornata di lavoro.

A lui è stato affidato il compito di spiegare, innanzi tutto, le ragioni del perché della costituzione dell’Associazione e quello, dunque, di presentarla ufficialmente.

C’è, come si evinceva dal suo intervento, nell’attacco alla Costituzione repubblicana il segno macroscopicamente evidente della decisione della classe dominante di riaprire lo scontro con il mondo del lavoro salariato. Tale decisione è stata presa approfittando della contingenza favorevole, determinata sia dalla crisi economica che dall’arretramento ideologico, ideale e politico delle organizzazioni, partiti e parti importanti del sindacato, che tradizionalmente hanno difeso gli interessi dei lavoratori.

L’attacco ai diritti costituzionalmente sanciti, a cominciare dal diritto di sciopero, è da leggere come un nuovo momento della lotta di classe.

Un attacco duro che richiede una risposta di grande fermezza, organizzata e di massa.

Se vengono liquidati i diritti viene smantellato il Diritto e ciascuno, dunque, è libero di muoversi anche fuori dai limiti che hanno, fin qui, consentito la convivenza comune.

E’, questo, un pericolo che può e deve essere evitato con le armi della critica e con le azioni della democrazia di massa.

Nel disorientamento generale di una gran parte del popolo di sinistra determinato, appunto, dallo sconcertante disarmo a cui si è assistito in questi anni, a partire dallo smantellamento del Pci e della sua organizzazione, si ascolta una domanda tuttavia montante di un nuovo inizio; è una domanda concreta, reale ed appassionata ma frenata da quella che può essere definita la mancanza di un comune e collettivo abc, la mancanza di una comune e collettiva capacità interpretativa dei fatti.

L’Associazione mira, dunque, a ripristinare a sinistra una cultura comune, non tanto e non solo ripartendo da Marx, quanto verificando criticamente se le teorie marxiane siano capaci di fare comprendere l’oggi e le sue nuove ed inesplorate dinamiche sociali, se in sostanza il marxismo possa essere ancora usato come chiave di lettura – non certo dogma – per il presente.

Se possa il marxismo, passando per una sua urgente rivalutazione, essere la spina dorsale unificante dei prossimi, ed inevitabili, movimenti di liberazione.

Ma a Federico Martino non sfugge la necessità della ricostruzione del soggetto politico della trasformazione sociale, dell’intellettuale collettivo portatore di egemonia, garante, nella democrazia, della democrazia progressiva. Il Partito dei comunisti. E l’Associazione può e deve esserne il lievito.

Il tentativo di MarxXXI non è dunque politicistico, non mira a riunificare i comunisti attraverso la semplice sommatoria delle sigle, ma, attraverso una corretta e coerente lettura della fase, a riconsegnare loro una tattica ed una strategia rivoluzionaria.

La platea è animata e gli interrogativi, tanti, pesavano come macigni.

E’ seguito, a questo punto, l’intervento di Domenico Moro, il compagno chiamato alla relazione centrale del Seminario.

Moro ha messo in evidenza per l’attento uditorio come il marxismo trovi oggi la sua massima verifica; non teoria contingente legata ai suoi esordi nel XIX secolo, ma scienza generale di rapporti sociali tuttora in divenire.

E lo ha dimostrato in modo rigoroso, quando ha spiegato al pubblico con elementare semplicità la complicatissima “caduta del saggio tendenziale di profitto”, un concetto che nelle fasi espansive del capitale fu da alcuni degli stessi marxisti contestato a Marx e che oggi in piena globalizzazione appare a tutti manifesto.

E mentre Moro parlava, sembrava di vedere sullo sfondo Marchionne, al tavolo mondiale su cui lavora, intento a ridurre il numero degli occupati delle sue fabbriche aumentandone contestualmente la capacità produttiva, tentando di contrastare, appunto, nell’interesse del profitto la caduta del suo saggio.

Dunque Marx aiuta, innanzitutto a capire e, si potrebbe dire, ad essere.

Piace sottolineare che alla fine della giornata il compagno Massaro, segretario regionale del sindacato ORSA, ha chiesto l’iscrizione a MarxXXI.

Il primo esordio dell’Associazione nella provincia di Messina si può considerare, pertanto, positivo.

Altre occasioni, anche a breve, sono in cantiere nel tentativo di costruire per i comunisti un linguaggio comune ed un partito comune

Renato De Luca – MarxXXI Messina