Report dall’11 Congresso del Partito Comunista Siriano

Si è svolto a Damasco alla fine dello scorso ottobre l’11° congresso del Partito comunista siriano. Un appuntamento importante, che ha visto la presenza di numerose delegazioni internazionali e fra queste la nostra, del Pdci – Federazione della Sinistra. I comunisti siriani, un partito che nello scenario internazionale si colloca tra le forze marxiste-leniniste più legate alla tradizione, erano chiamati a discutere di scelte importanti e soprattutto a ribadire una peculiarità che da tempo li distingue dal resto del panorama politico della Siria. Infatti il Pcs è attualmente fra le poche forze ad opporsi duramente a qualsiasi forma di privatizzazione delle infrastrutture pubbliche e a qualsiasi ingresso di capitali stranieri in questi assets. “Aprire al capitale straniero – spiega il neoleletto segretario generale Ammar Baghdash – vuol dire svendere il nostro Paese ed essere meno indipendenti”.

Una posizione chiara che ha trovato un riscontro a poche ore dalla chiusura del congresso, quando il Parlamento di Damasco è stato impegnato nella discussione e nella approvazione della legge di privatizzazione del settore elettrico. Fermamente uniti nel ruolo di forza patriottica – insieme ad altre otto organizzazioni compongono il Fronte patriottico nazionale (l’alleanza di governo che da decenni guida la Siria) – ma autonomi nel giudizio sulle politiche interne. Una dialettica che evidenzia la forza del sistema politico siriano che a dispetto di facili e false strumentalizzazioni dimostra una capacità di democrazia estranea a molti paesi di quell’area.

Durante le ricche giornate del congresso la delegazione italiana ha avuto occasione di incontrare ai massimi livelli la dirigenza del partito Baath. Un incontro che ha visto per la prima volta il responsabile Esteri del Pdci, Francesco Francescaglia, incontrare il segretario aggiunto del Partito Baath, Ahmad Al Hamra, in pratica uno dei massimi esponenti politici della Siria. Un incontro cordiale che è servito a ribadire i legami fra i due partiti e la volontà di entrambi di lavorare per un Mediterraneo di pace e di cooperazione. L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire da parte di Francescaglia l’impegno dei Comunisti italiani nella solidarietà verso i Paesi arabi che da decenni vedono le loro terre occupate da Israele e in particolare l’impegno ad appoggiare insieme ad associazioni quali il Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila una campagna di sensibilizzazione verso il Golan.

I giorni passati in Siria sono dunque stati l’ennesima occasione per affermare un impegno che è nel Dna del Pdci verso il Medioriente, e per toccare con mano l’affetto e la stima che i comunisti italiani conservano in quell’area del mondo.

Dip. Est. PdCI