Recensione del film “V per vendetta”

Pensate ad una capitale occidentale contemporanea, antica culla delle moderne libertà civili e politiche. Immaginate Londra, con la sua vita quotidiana, per milioni di cittadini apparentemente normale e rassicurante. Pendolari, mezzi pubblici affollati, affari, negozi, uffici, computer, giornali e televisioni che trasmettono 24 ore su 24: penso che questo scenario non sia nuovo per nessuno di noi. Poi un bel giorno, il 5 novembre, un terrorista dietro una maschera con il sorriso beffardo di Guy Fawkes, il cospiratore cattolico che il 5 novembre 1606 tentò di fare esplodere il Parlamento di Londra, sulle note di Chiajkowsky e Beethoven fa saltare in aria i monumenti politici della città,divenuti ai suoi occhi simbolo di tirannia. Il motto del misterioso giustiziere solitario è: “non sono i popoli a dover temere i governi, ma i governi a dover aver paura dei popoli”. Progressivamente nel corso del film si scopre che sotto l’apparenza di normalità, l’Inghilterra si è in realtà trasformata in un regime poliziesco in guerra permanente, dove non c’è posto per oppositori politici, omosessuali, neri, islamici, tutti arrestati e divenuti oggetto di esperimenti scientifici e torture di stato. Un regime nel quale i mass media fanno propaganda e distorcono puntualmente la verità, laddove non la possono nascondere. Un governo che ha ampliato il proprio campo di intervento autoritario, eliminando i diritti civili e politici, in seguito ad un clamoroso e controverso attentato batteriologico, che, alcuni anni prima, legittimò il golpe silenzioso. In questo scenario il vendicatore “V”, sfuggente come una primula rossa, compie le sue azioni clamorose, che, come granelli di sabbia lasciati cadere nell’ingranaggio, cercano in inceppare e sabotare il nefasto sistema. Ovviamente per non rovinarvi il divertimento e la suspance, non vi riveleremo chi è in realtà “V” (possiamo dirvi che come uomo ha tanti difetti, a differenza dei classici super-eroi dei fumetti), né vi parleremo approfonditamente del suo controverso e mutevole rapporto con la giovane ed indecisa Every. Il film, presentato all’ultimo festival di Berlino, è stato finito di girare prima dei sanguinari attentati del 7 luglio scorso nella capitale inglese e trae ispirazione dall’ omonimo fumetto noir fantapolitico pubblicato già negli anni 80 da Alan Moore e David Lloyd. Oltre alla ideologia stessa del film, sono tantissimi, nella pellicola, i dettagli scenografici che muovono una critica feroce alle attuali leaderships britanniche (e pure nordamericane…): dai telegiornali stile CNN/BBC, ai militari con le attuali divise da guerra, oppure dai rapimenti e dalle sparizioni di coloro che sono “colpevoli di cospirazione” (Patriot Act?) alle tute arancioni (tipo Guantanamo) dei prigionieri del regime, fino alle immagini originali, montate come un videoclip, delle rivolte di Genova, Buenos Aires, Parigi, delle guerre in Iraq ed in Palestina. Una “vis polemica” non nuova per i fratelli Wachowsky (già autori della trilogia di Matrix), che trova in questi aspetti, la propria vena ironica e una invettiva politica libertaria. Certo fa sorridere una certa ingenuità,un po’ individualista, che un uomo solo possa poter fare tanto per cambiare la Storia; dobbiamo però ricordarci che “V per vendetta” non ha mica le pretese di “Stato e rivoluzione” di Lenin! Approcciandovi al film con questo spirito, passerete una bella serata!