Rallentano i consumi

Sul fronte dei consumi non sembra proprio che ci siano all’orizzonte segnali di ripresa. Secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, il valore delle vendite al dettaglio è infatti cresciuto a ottobre appena dello 0.4% rispetto allo stesso mese del 2005. Il dato destagionalizzato indica inoltre una riduzione dello 0.1% rispetto al mese di settembre.
Si tratta di una dinamica assai modesta, soprattutto se si tiene conto del fatto che la misurazione viene effettuata al lordo della crescita dei prezzi: pur con una inflazione in calo, al di sotto del 2% negli ultimi mesi, il dato delle vendite al dettaglio segnala pertanto una riduzione in termini reali delle spese per consumi.
Il dato di ottobre registra inoltre un brusco rallentamento rispetto ai mesi precedenti: si tratta in particolare del risultato peggiore dal luglio 2005, se si esclude il -1.8% registrato a marzo di quest’anno (falsato però dal confronto con l’alta stagione pasquale del 2005). Considerando la media annuale degli ultimi dodici mesi, le vendite hanno messo a segno complessivamente un modesto tendenziale del +1.4%.
Il rallentamento di ottobre è stato contrassegnato soprattutto dalla brusca frenata delle vendite del settore alimentare, la cui dinamica era stata decisamente più sostenuta negli ultimi mesi. Continuano inoltre a segnare il passo le vendite presso le piccole superfici, ma anche la grande distribuzione ha ridotto considerevolmente il ritmo di crescita.
Sempre ieri l’Istat ha diffuso anche i dati sulle retribuzioni contrattuali, la cui crescita a novembre è stata del 3,3% rispetto a un anno prima e del 2.8% nella media dei primi unidici mesi dell’anno. L’andamento di questo indicatore è molto differenziato a livello settoriale. In alcuni comparti, interessati da più recenti rinnovi (metalmeccanici, pubblica amministrazione) gli incrementi sono superiori alla media, mentre in altri (energia, pubblici esercizi, alcuni comparti dei servizi) gli incrementi sono abbondantemente al di sotto del 2%. Attualmente il 42.1% dei contratti è in attesa di rinnovo, percentuale che nel prossimo maggio arriverà al 61.1%.