Quella ragnatela fra Italia e Lussemburgo

Batte in Lussemburgo il cuore delle due principali reti italiane di mediatori creditizi. Una migrazione avvenuta con discrezione, come si conviene ai viaggi nel Granducato, nel corso dell’ ultimo anno e che vede le due realtà oggi più aggressive dal punto di vista della pubblicità televisiva, la romana Electa-Forus e il milanese Gruppo Prometeo, stendere una cortina fumogena sulla proprietà delle rispettive quote di controllo. Dallo scorso aprile infatti, il Gruppo Prometeo è controllato al 54,66% dalla società anonima International Loan Assistance (Ile), mentre Giancarlo Cupane detiene il 39,2% e l’ amministratore unico Alessandro Vitale ha la restante quota. Nel caso di Electa, nata nel 2004 ed esplosa nel 2005 con il conferimento del ramo d’ azienda e del marchio Forus, secondo le visure camerali, dal 30 giugno sarebbe controllata all’ 80% da Banca Lombarda International SA, parte del gruppo Banca Lombarda; l’ 11% è di Sergio Marco Bottagisio, il 6% di Roberto Salvati e il 3% di Marco Tamburrino. Il rapporto con le banche A Corriere Economia il gruppo bancario bresciano ha precisato che quel pacchetto di Electa è sì detenuto dalla filiale lussemburghese ma a titolo fiduciario, e che dunque non fa capo alla banca. Chi ci sia dietro resta dunque un mistero. Con l’ affitto del marchio Forus, Electa è nel pieno di un lancio pubblicitario che vede come testimonial Claudio Lippi, e che punta proprio sull’ ascendente che il presentatore Tv ha su certe fasce della popolazione. Pur in assenza di conferme ufficiali, non pochi nell’ ambiente delle finanziarie ipotizzano che Electa possa essere l’ ultima trasformazione de facto di Forus Finanziaria, poi Forus Spa: società milanesi che hanno gestito il marchio nel corso degli anni e che negli archivi dell’ Antitrust presieduto da Antonio Catricalà figurano per le numerose condanne per pubblicità ingannevole. In particolare, Forus era nota per “offrire” a chi sottoscriveva contratti di finanziamento una costosa tessera servizi che molti utenti giudicavano inutile e, di fatto, un costo aggiuntivo nascosto del finanziamento. Quella della tessera non è un vizio del tutto passato, solo che oggi Electa-Forus offre nel pacchetto, ma gratuitamente, la carta di credito Revolving di Barclays Bank, nota comunque per essere tra le più care in termini di tassi. «È cambiato il nome, ma i proprietari più o meno sono sempre gli stessi che controllavano Forus» dice l’ addetto della sede milanese al potenziale cliente che chiede informazioni sul cambio del nome. Certo colpisce che esistano componenti di un mercato delicato e potenzialmente esposto all’ interesse dell’ industria del riciclaggio com’ è quello del reperimento e dell’ erogazione dei finanziamenti, cui è consentito di operare nonostante una proprietà non trasparente. Anche perché il capitale sociale richiesto per le finanziarie attive nei prestiti personali e nella cessione del quinto dello stipendio è davvero basso: 600mila euro per le finanziarie, 120mila euro per i mediatori creditizi come Electa e Prometeo. Il ruolo dei mediatori, ancorché talvolta criticati per la propria spregiudicatezza dalle stesse banche, appare comunque funzionale al sistema. Non a caso, sia pur in piena concorrenza tra di loro, gli agenti Prometeo e Electa-Forus dichiarano di utilizzare gli stessi finanziatori. Prometeo avrebbe rapporti preferenziali con Bipitalia Ducato (Gruppo Banca Popolare Italiana), la bolognese Plusvalore, Citifin e Sigla Finanziaria; Electa-Forus lavora in via preferenziale con Bipitalia Ducato e Sigla Finanziaria. La Guardia di Finanza Quanto questo contrasti con la legge, secondo cui i mediatori debbano essere dei broker neutrali e dunque senza rapporti preferenziali con enti erogatori dovrebbe forse dirlo la Guardia di Finanza. In realtà, secondo Adiconsum tale divieto sarebbe aggirato con accordi quadro tra le associazioni dei mediatori e alcune banche. Non stupisce: quasi 60mila mediatori rappresentano per banche e finanziarie, un canale affatto trascurabile. «Le regole di trasparenza per le banche sono giustamente rigide e rispettate fino in fondo, sarebbe bene che una simile trasparenza vigesse per chiunque faccia parte del settore – sottolinea l’ Associazione Bancaria Italiana -. Però attenzione, quello dei finanziamenti è un mercato con grandi potenzialità di crescita, bisogna intervenire per farlo sviluppare bene, evitando misure dirigistiche che ne compromettano la crescita. Quanto all’ utilizzo dei mediatori da parte delle banche, è abbastanza contenuto. Una catena d’ intermediazione lunga non può che aumentare il costo del finanziamento, per questo è bene comparare le diverse proposte di finanziamento tra mediatori, finanziarie e banche». Dal Lussemburgo a Londra, il mercato italiano dei finanziamenti personali non sembra perdere appeal. Così, oltre ad essersi assicurata la promozione delle sue carte attraverso Forus, Barclays Bank è anche l’ istituzione finanziaria che garantirebbe fino al 94% dei finanziamenti erogati da Sigla Finanziaria di Conegliano (Tv), società fondata da Ettore Riello e parte di Sigla Holding, gruppo in cui Riello è al 30% mentre dallo scorso anno il 70% in portafoglio al fondo britannico di private equity Palamon Capital Partners.