Qualcosa a sinistra si muove. I partiti verso l’unità

La federazione della sinistra comincerà a prendere forma nel giorno dell’Immacolata Concezione. E magari la coincidenza sulla data porterà bene. Chissà. Quello che è certo al momento è che 1’8 e il 9 dicembre prossimi si riunirà l’assemblea nazionale della sinistra e degli ecologisti, ovvero l’appuntamento unitario lanciato tempo fa con il nome approssimativo di “stati generali della sinistra”. Le modalità di partecipazione sono ancora da definire nel dettaglio, ma l’obiettivo è già chiaro: in quella sede dirigenti, militanti e iscritti del Prc, Sd, Pdci e Verdi si incontreranno con le associazioni, i movimenti, le reti della sinistra sociale per dare un segno tangibile di accelerazione nel percorso unitario intrapreso dalla primavera scorsa.
La convocazione dell’assemblea salta fuori da un vertice di oltre due ore tra Franco Giordano, Fabio Mussi, Oliviero Diliberto, Alfonso Pecoraro Scanio. Il primo incontro dei quattro dopo il successo della manifestazio-
ne del 20 ottobre, evento lanciato da Liberazione, il manifesto e Carta, che ha creato non pochi problemi nei rapporti tra i partiti della sinistra dell’Unione. E se i problemi sul corteo in sè si sono dissolti davanti allo spettacolo di un milione di persone in piazza, tanto che persino Mussi ha fatto autocritica rispetto alla scelta di non aderire ( E così il vertice dei quattro cristallizza un indiscutibile asse Giordano-Mussi, decisi sulla via dell’unità (senza sciogliere le formazioni esistenti). Meno “disinibiti” (per così dire) appaiono invece Pecoraro e Diliberto che, per motivi diversi, preferiscono puntare sulla carta dell’identità di partito, pur non rinunciando all’interlocuzione e anche a iniziative comuni con gli altri partners a sinistra. Insomma, sembrerebbe che mentre per Prc e Sinistra Democratica i giochi sono fatti (pur restando più che aperta la partita con le resistenze interne, in entrambi i casi), Verdi e Pdci non chiudono (magari con l’intento, nel caso dei Comunisti Italiani, di “annettersi” i rifondaroli più scontenti del percorso unitario).
Oltre alla convocazione dell’assemblea nazionale di dicembre, il vertice partorisce l’intenzione di riempirla di contenuti, con una consultazione popolare («primarie, ma non sul leader», le chiama Diliberto) su «idee, proposte, programmi» della sinistra che verrà (probabilmente già a gennaio). Si costituirà inoltre un coordinamento nazionale, composto dai quattro leader e quattro rappresentanti per ogni partito, con l’incarico di gestire il percorso unitario. In vista dell’appuntamento di dicembre, un primo evento unitario si svolgerà il 10 novembre in piazza Famese, proposta dei Verdi (accolta da tutti) per celebrare il ventennale del referendum che ha bandito il nucleare in Italia. Decisioni positive e importanti, concordano tutti i protagonisti. Difficile ottenere di più, visto che resta aperto il capitolo dei capitoli: la riforma della legge elettorale.