Progetto Papillon. Una alternativa sociale al carcere e una risorsa per i cittadini

Comunicato stampa

1° progetto in Italia che mette in relazione detenuti in semilibertà e anziani disabili

“Progetto Papillon. Un’alternativa sociale al carcere e una risorsa per i cittadini”

Si è avviato da pochi giorni a Casalecchio di Reno il “Progetto Papillon. Un’alternativa sociale al carcere e una risorsa per i cittadini”, che durerà un anno e prevede quattro borse lavoro, rinnovabili ogni 3 mesi, per detenuti in regime di semilibertà, realizzato grazie alla collaborazione tra i Servizi Sociali del Comune di Casalecchio di Reno e l’Associazione di Promozione sociale Papillon Rebibbia Onlus – sede di Bologna. I detenuti provengono dal carcere della Dozza e sono al momento due: svolgono lavoro di supporto al personale già presente all’interno dei due centri diurni per anziani non-autosufficienti di Casalecchio (Ca’ Mazzetti e Villa Magri) dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 fino alle 14,30.
Massimo Bosso, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Casalecchio di Reno, spiega “si tratta di un progetto di alto profilo etico che mette per la prima volta in relazione due tipi diversi di disagi, da una parte il detenuto, dall’altra l’anziano non più autosufficiente o il disabile. Crediamo che queste persone, che vivono prigioni diverse, possano aiutarsi a vicenda. L’obiettivo ultimo è arrivare al reinserimento sociale e lavorativo del detenuto che potrà utilizzare l’acquisita professionalità una volta terminata la detenzione, ad esempio creando cooperative sociali. Oltretutto, iniziative di questo tipo ci aiutano a sopperire a carenze di personale che la scomparsa degli obiettori di coscienza ha reso ancora più evidenti”. Valerio Guizzardi, responsabile dell’Associazione Papillon Rebibbia di Bologna sottolinea: “Questo progetto è importante non soltanto per i detenuti, che si confrontano su lavori socialmente utili e imparano a reniserirsi nella vita civile, ma anche per i cittadini: un detenuto che riesce a riscattarsi è un delinquente in meno, il Ministero della Giustizia attesta i casi di “recidiva” tra chi ha potuto usufruire di misure alternative al carcere intorno al 2%. Il progetto che abbiamo proposto a Casalecchio è un modulo adattabile alle esigenze proprie di realtà pubbliche e private diverse. Speriamo quindi di riuscire ad esportarlo per costruire un ponte anche verso i cittadini e non solo verso le istituzioni”. “In tutto il percorso” specifica Nadia D’Arco, collaboratrice disabile nella stessa associazione, “anche il ruolo del disabile è molto importante: sapere quali sono i propri diritti, quali sono le leggi che lo tutelano, è fondamentale per un disabile. Questo attaccamento alla legalità, al diritto di lottare per acquisire una cittadinanza in senso lato, è il patrimonio da condividere con chi, come i detenuti, ha bisogno di ritrovare un rapporto con la società”. Susanna Frangini, coordinatrice dei centri diurni, spiega infine come stanno concretamente andando le cose. “I detenuti stanno ora imparando a conoscere la struttura, il personale, gli anziani. Il lavoro operativo comincerà da lunedì con compiti di pulizia e sistemazione che potranno integrarsi in un secondo momento con servizi di accompagnamento esterno agli ospiti del centro diurno”.

Il Comune di Casalecchio di Reno ha investito nel progetto Papillon quasi 45.000 euro, che comprendono: quattro borse lavoro a favore dei detenuti, una quota di monte orario dei dipendenti comunali coinvolti, il rimborso spese dei volontari, consulenze professionali e attività di promozione, sensibilizzazione e verifica dei risultati.

Distinti Saluti

Laura Lelli
Casalecchio di Reno, 14 maggio 2005