Primarie e PRC. La minoranza attacca: sbagliato partecipare

Dopo le primarie s’imfiamma il dibattito in Rifondazione. Alle prese di posizione delle minoranze, per le quali in sostanza i 600 mila voti al segretario non hanno determinato alcuno spostamento a sinistra dell’Unione, replica il capogruppo alla Camera, Franco Giordano, in vista della riunione della direzione di venerdì: «L’attacco delle minoranze interne è francamente fuori da ogni ragione. Senza alcuna autocritica ci accusano di legittimare Prodi e ci propongono di costruire una relazione privilegiata e politicista con chi ha sostenuto Prodi. Cosa sarebbe oggi questo partito se avessimo dato retta a chi non ci avrebbe voluti al G8 di Genova, a chi non credeva nel referendum sull’articolo 18, a chi ci diceva di non partecipare alle primarie, anche in Puglia, e magari di interloquire con le destre sulla legge elettorale?».
Risponde Claudio Grassi, coordinatore dell’Ernesto, principale componente di minoranza del Prc: «Il fatto che le primarie siano state molto partecipate non dice nulla circa la qualità dello strumento. I risultati invece confermano le nostre riserve e i nostri timori. Il plebiscito per Prodi rafforza la deriva leaderistica. Prodi cercherà di svolgere il ruolo di dominus della coalizione. L’asse è s’è spostato verso il centro moderato. Occorre rilanciare il conflitto sociale e i movimenti, costruire un programma con le altre forze politiche e sociali della sinistra di alternativa».