«Presidente, stanno oscurando il referendum»

Mancano solo pochi giorni alla conclusione della raccolta delle firme per richiedere il referendum sulla devolution e dai media si registra un «silenzio assordante». Proprio per sottoporre le preoccupazioni che derivano da questo black out, ieri una de-
legazione guidata da Oscar Luigi Scalfaro si è recata dal Presidente della Repubblica Ciampi, forte anche della delibera dell’Autorità per le Comunicazioni che ha segnalato la necessità di assegnare spazi informativi appropriati alla mobilitazione. «Un riconoscimento dell’urgenza», a cui è arrivata ormai la raccolta, ha commentato Scalfaro la scelta di Ciampi di concedere un’udienza al Comitato 24 ore dopo che era stata richiesta. Il 17 di febbraio scadono infatti i 90 giorni previsti, ma quelli effettivi che restano a disposizione sono a malapena una decina, poiché le firme andranno controllate tutte, prima di essere depositate in Cassazione. Anche se nulla si è lasciato trapelare su possibili iniziative del Capo dello Stato, Scalfaro ha dichiarato che questi ha «ascoltato con grande serenità» le motivazioni del Comitato, dandogli molta soddisfazione. Il silenzio dei media è stato denunciato anche da un appello dei costituzionalisti, perché non consentendo ai cittadini di sapere che possono firmare, e dove, impedisce «l’esercizio di un diritto costituzionale». «Se Porta a Porta ha dedicato ben 14 puntate al delitto di Cogne, potrà ben dedicarne una alla riforma Costituzionale visto che l’unica dedicata a questo argomento è stata trasmessa parecchi mesi fa», ha ironizzato il senatore diessino Franco Bassanini.
Scalfaro ha poi colto l’occasione per smentire Berlusconi, a proposito delle affermazioni che da capo dello Stato avesse in qualche modo stimolato Bossi a far cadere il primo governo Berlusconi uscendo dal Polo. Berlusconi «non è uomo che ami la verità», ha dichiarato. «Dio lo benedica ogni volta che mente». E ancora: «Nulla di più negativo se dice cose non vere e se le ripete anche a distanza di tempo». Questa storia, «non ha fondamento alcuno». E ha definito molto gravi le affermazioni del premier che aveva parlato di perdita di tempo nel dover partecipare alla inaugurazione dell’anno giudiziario. Come d’altro canto «è pesante» il fatto che ogni volta che un magistrato «non è d’accordo» venga tacciato «di essere comunista o contro lo Stato». Intanto, ad essere evidentemente infastitido dalla raccolta di firme è il Ministro Castelli, che ha annunciato di voler mandare degli ispettori per verificare se esitano gli estremi per procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati che hanno organizzato la raccolta nel Tribunale di Bergamo, dopo la protesta del consigliere regionale leghista Belotti.