Prc, deroghe ed esclusioni. Polemica per le nuove liste

Trattamento differenziato per le minoranze di Rifondazione comunista nella compilazione delle liste per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Dopo l’uscita dal partito dell’area trotzkista di Sinistra critica -che si presenterà alle urne sotto l’insegna della falce e martello – restano nel Prc l’area Essere comunisti di Claudio Grassi e Alberto Burgio e quella dell’Ernesto di Fosco Giannini e Gianluigi Pegolo. Solo i primi saranno ricandidati, ha spiegato ieri davanti al comitato politico nazionale del partito il responsabile dell’organizzazione Francesco Ferrara. In quanto minoranza «dialettica»: Grassi ha dalla sua una lunga pratica di contestazione delle scelte della segreteria ma poi di voto conforme alla maggioranza. Restano fuori invece Pegolo e Giannini dell’Ernesto in quanto «contrastano al fondo qualsiasi scelta del partito». La reazione nel Cpn che prosegue oggi e deve approvare i criteri per la formazione delle liste è stata dura: «Mi chiedo se la parola democrazia abbia ancora un senso – ha detto Pegolo. Noi non siamo in vendita, non rinunceremo alle nostre idee in cambio di due posti in parlamento». Ma più antipatica per il gruppo dirigente del Prc sarà la contestazione organizzata per questa mattina da un gruppo di «autoconvocati» del partito che si presenteranno con le bandiere della falce e martello per protestare contro la decisione di «sciogliere Rifondazione» e «cancellare il simbolo senza neanche consultare gli iscritti e i militanti». Una protesta che il segretario di Rifondazione Franco Giordano giudica «un gioco di posizionamento congressuale» ammonendo a «non manovrare i sentimenti».
Al fondo c’è l’impegno totale del partito nella costruzione della Sinistra – l’arcobaleno, contestato non solo dall’Ernesto, ma che Giordano rilancia proponendo «una campagna militante e mobilitante» nel corso della quale «le sezioni dovranno mettersi a disposizione della costruzione del soggetto politico unitario» con Verdi, Sinistra democratica e Comunisti italiani. Giordano ieri ha attaccato Veltroni parlando di «un impianto comune tra la destra liberista del Pdl e il centro del Pd equidistante tra lavoro e impresa». Il segretario del Prc ha anticipato alcune proposte che dovranno fare parte del programma comune della Sinistra: «Abolizione dell’Ici sulla prima casa per i redditi medio bassi, eliminazione del ticket sanitario e delle liste di attesa, restituzione del fiscal drag, innalzamento della tassazione sulle rendite finanziare, lotta alla precarietà attraverso il ‘superamento’ della legge 30».
Ma al centro della discussione del parlamentino di Rifondazione c’è la questione delle liste. Le «deroghe» introdotte ai limiti del doppio mandato, oltre a quella per il segretario e il candidato premier Bertinotti, lasceranno spazio ai parlamentari che hanno svolto un secondo mandato sotto insegne diverse dal Prc. Si tratta di Alfonso Gianni (ex deputato del Pdup), Milziade Caprili (ex Pci), Lidia Menapace (ex De) e Franco Russo (ex Dp). Proposta contestata, deciderà il voto di oggi.