Poveri manager…

Povero Luciano Benetton: con un misero stipendio di 1 milione e 600 mila euro è difficile vivere al giorno d’oggi. Oppure Gianpiero Fiorani: soltanto 1 milione e 700 mila euro in un anno! Per non parlare di Giovanni Consorte che arriva a malapena al milione e 100 mila.
Ma come si fa? Poveri ricchi! Pensate la vergogna del direttore generale di Finmeccanica Giorgio Zappa quando confronta il suo stipendio (1.618.000) con quello dell’ex ministro dell’Industria Paolo Savona (2 milioni e 600 mila euro) o con quello di Corrado Passera (3 milioni e 500 mila) o, ancora, con l’incasso del Fedele (di nome e di fatto) Confalonieri (4 milioni 567 mila euro).
Che poi, se ci ragioniamo bene, anche loro non è che se la passino benissimo: tra luce, riscaldamento e yacht fa in fretta ad esaurirsi il conto in banca…
Pensate a Luca Cordero di Montezemolo (oltre 7 milioni) o a Marco Tronchetti Provera (8 milioni e 100 mila) in che terribile condizione si trovano, costretti a guardare dal basso Marco De Benedetti (11.517.000 euro) e Gianluigi Gabetti, presidente di Ifil, che nel 2005 ha guadagnato 22 milioni e 518 mila euro.
Certamente tutti soldi meritatissimi e sudati, dal primo all’ultimo euro.
Non siate moralisti: anche un operaio metalmeccanico in soli 1564 anni può raggiungere il buon Gabetti. Basta avere pazienza. Tanto si sa: tutto è relativo.