Positivo risultato del candidato comunista alle elezioni presidenziali portoghesi

“I risultati elettorali ottenuti dalla mia candidatura, ben al di sopra del 7%, significano l’affermazione e la conferma di un progetto indispensabile per aprire la strada al futuro del Portogallo”. Così un visibilmente soddisfatto Francisco Lopes, candidato comunista (con l’appoggio del partito ecologista dei “verdi”) alla presidenza della repubblica del Portogallo, ha commentato il positivo risultato registrato alle elezioni di domenica scorsa. Un giudizio lusinghiero che è stato significativamente confermato dai primi commenti apparsi nei principali organi di stampa del paese lusitano.
Gli oltre 300.000 voti (7,14%) ottenuti dal candidato comunista non erano certo scontati in una consultazione, segnata dalla profonda crisi economica che attanaglia il Portogallo e da un generalizzato clima di sfiducia, in particolare nei confronti della forza politica al governo, il Partito Socialista, responsabile delle severe misure di rigore in linea con i diktat degli organismi alla testa delle strutture imperialiste dell’Unione Europea, che ha favorito un tasso di astensione del 53%.

Il consenso ottenuto dai comunisti non era stato previsto fino alla vigilia del voto, con alcuni sondaggi che segnalavano percentuali ben più ridotte di consenso al PCP, in una competizione che si è svolta all’insegna della caccia al “voto utile”, alla quale si sono aggiunte anche forze della sinistra “radicale”, come il “Bloco de Esquerda” (formazione che ha assunto recentemente la vicepresidenza della “Sinistra Europea”) ed altri piccoli gruppi di ultra-sinistra che, in nome di una pregiudiziale ostilità al Partito Comunista, non hanno esitato a far convergere i loro voti sul candidato socialista, Manuel Alegre, e, in ultima analisi, a sostenere il governo di José Socrates, screditato agli occhi dei lavoratori.
La scelta opportunista del “Bloco” non è riuscita in ogni caso a limitare la sconfitta dei socialisti, che hanno ottenuto un risultato catastrofico, non riuscendo neppure a raggiungere il 20% dei consensi (19,75%). Una parte dei voti socialisti probabilmente è confluita anche sulla candidatura “indipendente” (appoggiata anche da una rete di ONG locali) di Fernando Nobre, attestatosi sul 14,7%.
Ma gli effetti delle politiche all’insegna del rigore non potevano che riflettersi, nella logica sostanzialmente bipolare della consultazione presidenziale portoghese, nell’affermazione del candidato delle forze conservatrici, il presidente in carica Cavaco Silva che, con circa il 53% dei voti, ha ottenuto un risultato che la stampa portoghese non esita a definire un “trionfo”.
Sulla vittoria di Cavaco Silva così si è espresso, in una prima dichiarazione sull’esito della consultazione, il Segretario generale del Partito Comunista Portoghese Jeronimo de Sousa: “La rielezione di Cavaco Silva, che caratterizza negativamente l’esito delle elezioni presidenziali, rappresenta nella situazione che il paese sta vivendo, non solo la persistenza dei problemi nazionali ma un salto qualitativo nel loro aggravamento e un incentivo a nuovi attacchi al regime democratico, ai valori e alle conquiste di Aprile”. A questo risultato, continua de Sousa, ha contribuito in modo determinante l’azione del governo socialista di Socrates che ha avuto come risultato il fatto che “molti elettori abbiano visto nel voto a Cavaco Silva un modo per esprimere la loro indignazione e il rigetto della politica dell’esecutivo”.
In tale contesto, il leader comunista sottolinea “la giustezza e l’importanza della decisione del PCP di partecipare con una voce propria e autonoma nel dibattito sul chiarimento in merito alla situazione del paese e a chi ne porta la responsabilità, e sull’impellente necessità di una rottura con la politica di destra che permetta di aprire la strada a un Portogallo più sviluppato, giusto e sovrano.
Francisco Lopes è stato percepito come la candidatura alternativa a Cavaco Silva e alla politica di destra, mettendo al centro del suo intervento la denuncia delle politiche e dei responsabili della situazione in Portogallo… Lopes ha introdotto nella campagna questioni cruciali come la valorizzazione del ruolo dei lavoratori e dei loro diritti, la produzione nazionale, l’esigenza della subordinazione del potere economico a quello politico, l’affermazione della sovranità e dell’indipendenza nazionali”.
“Il voto ottenuto da Lopes, con il sostegno di centinaia di migliaia di portoghesi, costituisce un’inequivocabile affermazione di combattività e dell’esigenza di un profondo mutamento nella vita nazionale…E’ il voto a una candidatura patriottica e di sinistra, libera da qualsiasi compromissione con la politica di destra e con i gruppi economici, ed è stata percepita come la candidatura dei lavoratori, la candidatura legata ai valori e alle conquiste di Aprile”.