Pisanu: contro il terrorismo servono leggi straordinarie

Il ministro incontra Ciampi ed espone le misure speciali. Nell’elenco espulsioni rapide e controlli più approfonditi

ROMA – Quell’emergenza che il ministro ha sempre messo tra le priorità del suo mandato, si materializza nelle relazioni che l’Antiterrorismo e i servizi di intelligence consegnano durante il Comitato nazionale convocato d’urgenza ieri mattina. Giuseppe Pisanu ascolta le segnalazioni, raccoglie le richieste dei vari dipartimenti, mette a punto un piano di difesa. Poi sale al Quirinale dove rimane un’ora e mezzo. La durata inusuale del colloquio dimostra «la gravità della situazione».

LEGGI STRAORDINARIE – TI titolare del Viminale la illustra nei dettagli al capo dello Stato, ribadisce il rischio concreto che l’attacco dei fondamentalisti possa colpire Roma o Milano. Spiega che la risposta immediata dovrà prevedere misure straordinarie anche dal punto di vista legislativo, con una modifica delle norme che consenta espulsioni rapide e procedure eccezionali per le indagini affidate alle forze di polizia. Una linea che aveva già concordato con il premier Silvio Berlusconi, al quale aveva ripetuto la sua strategia: mezzi e risorse finanziarie per prevenire il pericolo, per blindare le città senza militarizzarle.

IN PARLAMENTO – Martedì Pisanu sarà in Parlamento e sottolineerà «i 75 arresti effettuati tra il luglio 2003 e il 31 maggio scorso di persone per lo più accusate di appartenere a cellule terroristiche operanti in Italia».

Mentre si prepara alla riunione dei ministri dell’Interno e della Giustizia europei che dovrebbe essere convocata entro la fine della settimana, dà il via libera al piano che potenzia le misure di controllo degli obiettivi a rischio: nuovi possibili bersagli che si aggiungono ai 13.421 vigilati ogni giorno da 19.245 uomini, oltre ai 2.500 militari che sorvegliano le postazioni strategiche e i siti olimpici di «Torino 2006».

DOPPIO BINARIO – TI progetto del Viminale si snoda su un doppio binario: ci sono i provvedimenti immediatamente esecutivi e quelli a media scadenza. E’ già stato intensificato il monitoraggio delle presenze di islamici nel nostro Paese affidato all’ Antiterrorismo che dovrà valutare eventuali espulsioni di persone ritenute «pericolose per la sicurezza nazionale». Nel comunicato diffuso in serata si parla di un «rilancio delle operazioni “Vie libere” per il controllo del territorio e iniziative specifiche nei confronti degli ambienti a maggior rischio terrorismo». Si tratta di un’attività di indagine che prevede intercettazioni preventive, controlli delle comunità islamiche affidati a sistemi tecnologici avanzati, allontanamento dei «sospetti» dal territorio nazionale anche se non ci sono gli elementi per richiederne l’arresto.

Ma tutto questo si scontra con una normativa che ha già dimostrato di non poter reggere misure di tipo emergenziale. Per questo, Pisanu chiederà al Parlamento di riscrivere l’articolo 270 bis sul terrorismo internazionale «in modo che non si creino altri casi come quello di Milano dove sospetti terroristi sono stati rimessi in libertà». Torna in discussione anche la possibilità di creare una Procura antiterrorismo che risponda a un pool di giudici specializzati in questo tipo di reati.

Ultimo punto in discussione è quello dei soldi. Il ministro attende l’elenco delle «necessità» finanziarie dei vari dipartimenti che porterà all’esame del governo.