Peter Mertens (PTB): “Più di 100.000 voti! Grazie!”

da www.stopaucirquepolitique.be/actualite/article/article/peter-mertens-ptb-plus-de-100-000-voix-merci.html

Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Il giorno dopo la veglia al quartiere generale nazionale del PTB, incontriamo Peter Mertens, presidente del Partito, che dopo la riunione dell’Ufficio politico (bilingue) del PTB, ci parla degli oltre 100.000 voti, della ricchezza umana dei militanti diventati protagonisti politici in contrasto con il denaro degli altri partiti.

D: Il PTB ottiene 100.000 voti in tutto il paese: il migliore risultato della sua storia. E’ Contento?
 
R: Sì e no. Sì, per il nostro risultato. Siamo progrediti e ci troviamo nelle condizioni per imporre un’opposizione sociale da sinistra sulla scacchiera politica. In Vallonia ed a Bruxelles, triplichiamo quasi i nostri voti. Non a caso la stampa parla di una “forte spinta del PTB in Vallonia” (Le Soir). Con il 3,1% nella provincia di Liegi.
 
Il risultato mostra chiaramente un voto di protesta e di sinistra. A Bruxelles, là dove la concorrenza di molte liste è sempre molto forte, quasi triplichiamo i nostri voti. Col nostro risultato del 1,5% a Bruxelles (19 comuni) e senza la soglia elettorale, avremmo un eletto al Parlamento di Bruxelles.
 
Nel nord del paese, malgrado il maremoto della N-VA [Nuova Alleanza Fiamminga guidata da Bart De Wever], prendiamo quasi la metà dei voti in più. Nella provincia di Anversa, realizziamo il 2% e nel distretto di Anversa arriviamo fino al 4,1%. Con un tale risultato, otterremo un eletto al consiglio comunale nel 2012. A Genk, saliamo al 4,3% e a Gand otteniamo il 2%. Non bisogna comunque dimenticare che abbiamo realizzato tutto ciò in 40 giorni. Poco più di un mese per fare un salto più grande di quanto speravamo. Considerato il contesto, è un buon risultato ma dobbiamo assolutamente continuare ad avanzare.

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Per un altro verso, non sono felice dell’esito globale delle elezioni, dominate dal risultato della N-VA. Sul versante fiammingo, il governo ha ricevuto un sonoro schiaffo. Normale, dopo tre anni di immobilismo e cinque dimissioni di Leterme. Ma la punizione al governo è venuta dalla parte sbagliata. Oggi, appena un giorno dopo le elezioni, CD&V [Cristiani Democratici e Fiamminghi], Open VLD [Partito liberale fiammingo] ed anche quelli di Sp.A [Socialisti fiamminghi] vogliono tutti sedersi al fianco del “loro amico Bart”. Ma De Wever, dovrebbero saperlo, non lascia molto spazio. (Ride)
 
In Vallonia ed a Bruxelles, ci si può rallegrare della grossa diminuzione del MR [Movimento Riformatore] di Reynders, “l’uomo che parla alle orecchie dei ricchi”. Bisognerà aspettare per vedere adesso come si comporterà il PS [Partito Socialista]. Va da sé che se doveva, come ha fatto negli anni 90, prendere delle misure di austerità, adesso il PTB sarà là per sorvegliarlo da vicino.
 
D: Quali sono stati i punti forti della vostra campagna?
 
R: Ci siamo attivati molto rapidamente. Quando l’Open VLD ha fatto saltare il governo, tutti i partiti politici ci hanno rifiutato le firme necessarie per potere partecipare alle elezioni. Questa arroganza del potere si è manifestata durante tutta la campagna. Ma ciò ha decuplicato l’attività dei nostri militanti e simpatizzanti. Pensavano, in “rue de la Loi”, che non avremmo raccolto 15.000 firme in una settimana. Ebbene, ne abbiamo ottenute 21.000. Nessun altro partito ha saputo mobilitare i suoi membri in così poco tempo. Sono molto orgoglioso di essere al PTB quando vedo il dinamismo e l’entusiasmo dei nostri militanti. È un impegno che non mira ad ottenere un posto o del denaro, ma che si basa sulla convinzione che bisogna cambiare la società per andare verso il socialismo.
 
Un secondo grande motivo di orgoglio è appunto che si è potuto sopperire alla scarsità di fondi con la disponibilità dei militanti. Tutti i grandi partiti politici hanno avuto grosse difficoltà a mobilitare i loro membri. Non avevano praticamente militanti incaricati di attacchinare, né di volantinare, allora hanno pagato grandi spazi pubblicitari sui giornali. Col nostro piccolo bilancio di 55.000 euro, si è condotta una campagna formidabile. Con le centinaia di militanti che hanno dato tutto per la sua riuscita. E’ stata una campagna ben svolta, con grandi sforzi sul piano comunicativo: abbiamo usato l’immagine della zanzara, la banconota da 3.887 euro mostrata in televisione, e durante l’ultima settimana un’azione che ha permesso di rivolgerci ancora una volta agli indecisi. I militanti in campo sono stati una miscela esplosiva, tanto che il giornale La Dernière Heure ha commentato che malgrado il ristretto budget, il PTB ha condotto la migliore campagna elettorale.
 
D: Vedete questo risultato come un successo del rinnovamento del partito dal Congresso del 2008?
 
R: Certamente. In poco tempo, siamo passati da 1.500 a 4.000 iscritti, abbiamo eletto un nuovo consiglio nazionale e condotto una campagna elettorale l’anno scorso… Tutto ciò non è stato facile. In questo contesto, è molto importante che i 4.000 iscritti siano diventati loro stessi dei protagonisti politici che hanno fatto propaganda per il partito nel loro ambiente. Sono fieri di essere del PTB. Non abbiamo mai avuto tanti candidati che si sono spesi così. Difendono il PTB ed il nostro progetto politico. Sono fieri di appartenere al solo partito che offre una risposta sociale alle tre grandi sfide che ci attendono: la riforma dello Stato, la questione delle pensioni e l’austerità. Ed essi sono fieri di fare parte di un partito nazionale dove valloni, fiamminghi e bruxellesi difendono lo stesso programma.