Per l’avvio di una discussione sui temi sociali e del lavoro

L’ incontro svoltosi il 17 settembre ha consentito di individuare i temi che costituiscono una Agenda Sociale delle forze del centro sinistra e di sinistra sulla base dei quali avviare una campagna di mobilitazione nel Paese contro le scelte del Governo e sulla base di proposte alternative. Questo primo passo può costituire la base per la definizione di un Programma di prospettiva sui temi del lavoro. Le tematiche che sono state individuate sono: – politica industriale, settori in crisi e Sud; – politica dell’occupazione, mercato del lavoro e diritti; – stato sociale, ammortizzatori sociali e pensioni; – potere d’acquisto dei salari e delle pensioni; – rappresentatività, rappresentanza e democrazia sindacale.

Politica industriale, settori in crisi e Sud

Occorre riprendere una iniziativa sul tema della politica industriale per rimettere il Paese sui binari di uno sviluppo di qualità, ambientalmente compatibile, fondato su investimenti selettivi sui temi della ricerca, della innovazione e della formazione. E’ necessaria un’azione pubblica di indirizzo, di sostegno e di intervento nei settori strategici dell’economia e del sistema industriale, se non vogliamo assistere inerti al declino industriale del Paese e alla scomparsa di grandi gruppi industriali e al deteriorarsi della situazione nel Mezzogiorno. Vanno affrontate con rapidità le crisi settoriali che riguardano l’automobile, l’agroalimentare, il tessile, la chimica, i servizi ecc.. E’ inoltre necessario assumere la centralità della questione meridionale nella proposizione di un nuovo sviluppo legato alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse.

Politica dell’occupazione, mercato del lavoro e diritti

Nonostante gli annunci altisonanti del governo, l’economia è in “recessione”, la crescita occupazionale è pari a zero e assistiamo ad un consistente aumento della precarizzazione del lavoro. Il governo ha ridimensionato o cancellato gli interventi di stabilizzazione occupazionale e, con la legge 30, intende precarizzare il mercato del lavoro. Noi siamo contrari ai contenuti di questa legge di “controriforma” del mercato del lavoro che moltiplicano le forme di lavoro precario. Non è un caso che esistano diverse proposte di legge dei partiti del centro sinistra, della sinistra e della stessa Cgil che, pur diverse fra di loro, si pongono l’obiettivo di ridurre la precarietà, tutelare il lavoro discontinuo, estendere i diritti e promuovere l’occupazione. E’ questa la prospettiva dentro la quale deve muoversi la nostra azione, sia a livello nazionale che locale e deve riguardare anche i lavoratori immigrati. Importante a questo riguardo la possibilità che gli enti locali governati dalle forze di centro sinistra e di sinistra, si adoperino a limitare la precarietà.

Stato sociale, ammortizzatori sociali e pensioni

Il Governo, dopo l’attacco all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, si sta producendo in una serie di iniziative volte a diminuire i diritti dei lavoratori e dei cittadini e le protezioni dello Stato sociale. Noi riconfermiamo il ruolo indispensabile del pubblico nel campo della sanità, dell’assistenza, della scuola, e della p re v i d e n z a , qualificando la spesa sociale e innalzandola ai livelli europei. Su quest’ultimo punto il Governo ha più volte dichiarato, confusamente, la sua intenzione di abbassare le tutele del sistema pensionistico già modificato nel corso degli anni novanta. Tutto questo crea allarme sociale e confusione tra i cittadini. Noi siamo contrari alla legge delega voluta dal ministro Roberto Maroni che prevede la decontribuzione (cioè il versamento di minori contributi pensionistici) per coloro, soprattutto giovani, che entrano per la prima volta nel mondo del lavoro e che vanno tutelati anche nelle loro aspettative pensionistiche. Così come non condividiamo il trasferimento obbligatorio del Trattamento di Fine Rapporto ai Fondi Pensione. Inoltre, è urgente intervenire per il rafforzamento e l’estensione degli ammortizzatori sociali e per il reddito dei disoccupati, affinché si contribuisca, anche attraverso questa strada, a conferire sicurezza alla condizione dei lavoratori nel posto di lavoro e nel mercato del lavoro.

Potere d’acquisto dei salari e delle pensioni

Stiamo assistendo a una pericolosa erosione del potere d’acquisto dei salari, delle retribuzioni e delle pensioni. Oggi, avere un lavoro stabile, a differenza del passato, significa correre il rischio di scivolare al di sotto della soglia di povertà. Il Governo non interviene per ricondurre l’inflazione ai livelli europei e fissa i tassi di inflazione programmata (1,4% nel 2002) a livelli bassi e inaccettabili rispetto all’inflazione reale. In questo modo, e non rinnovando una parte dei contratti del pubblico impiego, il Governo si rende responsabile di un’azione programmata di perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni. Per questo motivo riteniamo che debba essere affrontata nel Paese una vera e propria “questione salariale”. Occorre agire in diverse direzioni: monitorare a livello centrale e territoriale l’andamento dei prezzi e delle tariffe ed intervenire ad un loro contenimento; superare il criterio dell’inflazione programmata per il rinnovo dei contratti di lavoro e definire modi più efficaci per garantire la copertura dall’inflazione reale. Il problema del potere d’acquisto non può essere disgiunto da una politica fiscale basata sul prelievo progressivo per tutti i redditi e dall’adozione di un criterio di trasparenza nella definizione del paniere di prodotti che definiscono l’aumento dell’inflazione.

Rappresentatività, rappresentanza e democrazia sindacale

Noi pensiamo che sia necessario riprendere un confronto sulla rappresentatività, sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale. Su questi argomenti, che riteniamo importanti per la qualità dei rapporti sociali e della democrazia nel nostro paese, intendiamo aprire una discussione larga e approfondita. Sulla base di queste prime riflessioni intendiamo attivare, sin dalle prossime settimane, iniziative nazionali e territoriali, anche in forma di seminari, capaci di coinvolgere il più largo numero di cittadini, organizzazioni e movimenti rappresentativi della società e del mondo del lavoro, al fine di costruire un programma di alternativa. Questo confronto deve intrecciarsi ad una vasta e capillare mobilitazione politica e sociale, la sola che può fermare il disegno neoliberista di questo Governo confermata dall’impostazione della legge finanziaria. La nostra azione si dovrà quindi sviluppare, contemporaneamente, su piani diversi: con iniziative di mobilitazione nel Paese e con iniziative di carattere parlamentare di opposizione e di proposta sull’insieme di questi temi per arrivare, nell’autunno, ad una grande manifestazione nazionale e unitaria di tutte le forze di opposizione.

I RESPONSABILI DEL LAVORO
(Democratici di Sinistra,Margherita, Rifondazione Comunista, Sdi, Partito dei Comunisti Italiani,Verdi,Udeur, Italia dei Valori)