Per la ricostruzione del partito comunista

* “Voce” de La Gang
** Senatore PRC XV Legislatura

Articolo scritto per il “Resto del Carlino – Marche”

Una goccia del mare è tutto il mare. Ciò che è accaduto agli operai del Cantiere Navale di Ancona, a quelli della Merloni e alle operaie della Jenni accade all’intera classe operaia italiana. Sfruttare, delocalizzare, licenziare: unici verbi dei padroni. La fase che viviamo è la peggiore della storia della Repubblica. Le guerre, il razzismo, l’abbattimento dei salari e dei diritti, la precarizzazione della vita stessa, la distruzione del welfare, l’indifferenza sociale: il dominio del capitale è assoluto. A Genova vedemmo il neo fascismo all’opera e oggi gli studenti che lottano contro la distruzione della scuola e dell’università pubblica sono per Gasparri “terroristi” e contro il movimento studentesco è richiesto lo stato di polizia. La stessa Fiom è collocata sul versante “terrorista”. Ma l’ordine antioperaio e padronale non ha più limiti: il progetto Marchionne – Fiat dello scorso dicembre schiavizza i lavoratori. E i comunisti e il sindacato di classe, come in un colpo di stato, sono esclusi dalla fabbrica. Di fronte a ciò occorre una controtendenza culturale e politica di massa; è tempo che una forza organizzata, radicata nei luoghi di lavoro e nella società torni a dire ai giovani, ai lavoratori che il capitalismo non è un destino storico. Occorre un nuovo e più forte partito comunista, che si ponga alla testa delle lotte, che riconsegni ai lavoratori una coscienza di classe e riapra un orizzonte socialista. Occorre unire le comuniste e i comunisti in un unico partito, che sappia essere cardine dell’unità della sinistra di classe.

La ricostruzione di un Partito comunista è per noi come l’approdo ad una Terra nuova dopo tanto naufragare. Chi chiama è uscito vivo dal naufragio, ha superato la palude del pensiero debole, della sinistra mediocre, genuflessa al potere. Un Partito comunista è oggi necessario per contrattaccare e non contrattare; per riaffermare la centralità del lavoro in un progetto di società solidale. Il che significa ricollocare al centro la categoria rivoluzionaria della Dignità e lo strumento per la sua conquista: la Coscienza. E per questa forza c’è bisogno di tutti/e coloro che hanno mantenuto buona volontà e intelligenza del cuore.

Siamo dei sognatori? No, la realtà ci dimostra che la nostra idea ha basi materiali: nell’ultimo quindicennio le forze comuniste, rivoluzionarie, antimperialiste hanno registrato vittorie immense in tutta l’America Latina, in vaste aree dell’Africa, in Asia; e anche in Europa i partiti comunisti e le forze della sinistra rialzano la testa e conducono le lotte contro le guerre e il liberismo. E non siamo sognatori chiedendo che un nuovo e più forte partito comunista torni alla lotta, non lo siamo perché a chiederlo è lo stesso e vastissimo dolore sociale. Ivan Della Mea, cantando l’Internazionale di Fortini, diceva per tutto noi che “questo mondo non ci avuti e non ci avrà”. Siamo per l’unità dei comunisti e per il rilancio di un partito comunista in Italia. Per questo ci impegniamo e lotteremo.