Per la pace, contro la NATO

Traduzione di l’Ernesto online

Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile ha approvato una risoluzione in difesa della pace e per lo smantellamento della NATO, egemonizzata dall’imperialismo statunitense e dalle potenze europee

Riunito il 19 e 20 novembre a Lisbona, in Portogallo, il vertice dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico – NATO, principale strumento militare delle grandi potenze imperialiste, ha approvato una “nuova concezione strategica” dell’alleanza.

La NATO è oggi la principale macchina da guerra al servizio dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati europei. Con un bilancio di più di due terzi delle spese militari di tutti i paesi del mondo, più di 70 armi nucleari tattiche a sua disposizione, più potenti di quelle utilizzate nell’attacco a Hiroshima, la NATO è coinvolta in quasi tutte le guerre in corso attualmente, rappresentando essa in palese contrapposizione alla sua retorica, il principale strumento di destabilizzazione internazionale, una minaccia alle nazioni del mondo e alla pace. Tra le più recenti e principali azioni criminali della NATO troviamo gli attacchi all’ex Jugoslavia e le guerre attuali contro l’Iraq e l’Afghanistan.

La cosiddetta “nuova concezione strategica” è, nell’essenza, la concessione alla NATO di un mandato per operare a livello mondiale, molto al di là delle frontiere dei suoi membri. La nuova concezione istituzionalizza i nuovi pretesti per le sue azioni aggressive, quali la sicurezza energetica, la prevenzione degli attacchi cibernetici, la proliferazione delle armi nucleari, il “terrorismo” internazionale, il traffico di droghe, i cambiamenti climatici e le migrazioni, tra gli altri. Inoltre, implica la costruzione di uno scudo anti-missili in Europa.

Per il Partito Comunista del Brasile il consolidamento della “nuova concezione strategica” della NATO ha a che vedere con una visione più generale della crisi e delle trasformazioni che il mondo sta sperimentando al giorno d’oggi. E’ parte di questo panorama la crisi economica strutturale che sta attraversando il sistema capitalista, con ripercussioni importanti negli USA e nei paesi europei, e la politica di guerra commerciale e delle valute recentemente attuata dagli Stati Uniti.

Pertanto, trasformare la NATO in una forza di polizia operante a livello globale è parte della strategia di guerra dell’imperialismo, allo scopo di impedire l’apparizione e il consolidamento di paesi e di associazioni di paesi che cercano uno sviluppo indipendente e sovrano, come quelli dell’America del Sud e dell’America Latina, e che, per ottenerlo, saranno costretti a sfidare l’egemonia delle potenze imperialiste e l’attuale ordine internazionale ingiusto. Nei momenti di crisi e di disputa per l’egemonia, l’imperialismo cerca sempre di dare dimostrazione della sua potenza di fuoco, della minaccia e dell’uso concreto della forza militare contro i popoli e le nazioni.

In presenza della strategia di espansione della NATO, l’America del Sud si vede minacciata dai ripetuti tentativi dell’Alleanza Atlantica di “cooperare” alla sicurezza delle tranquille acque del Sud Atlantico e di utilizzare le Isole Malvine, occupate illegalmente dal Regno Unito, come base per le sue operazioni. Gli interessi della NATO nelle nostre acque sono evidenti: le vaste riserve di petrolio scoperte dal Brasile nelle acque del Sud Atlantico, e la collocazione delle sue navi da guerra in una via commerciale di crescente importanza.

Il Partito Comunista del Brasile (PcdoB) respinge la NATO e la sua “nuova concezione strategica” e riafferma che rappresenta un’alleanza nemica della pace e della sovranità delle nazioni. Allo stesso tempo, i comunisti del Brasile appoggiano fermamente la posizione di rifiuto da parte del governo brasiliano di qualsiasi tipo di presenza della NATO nelle acque del Sud Atlantico e solidarizzano con le forze antimperialiste e amanti della pace, che hanno animato il giorno di lotta contro la NATO, il 20 novembre in Portogallo e in altre parti del mondo.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Brasile (PCdoB)