“Per essere contro il capitalismo non serve essere socialisti o comunisti…”

ATENE – Lontano da Roma, libero dall’assillo del confronto col moderato Cofferati, Fausto Bertinotti vuole «rifondare il riformismo che non appartiene più alla socialdemocrazia in crisi» di Schröder e di Fassino ma alla sinistra alternativa della rete dei movimenti sua e di Lafontaine. E così, nel preparare le tesi congressuali del Partito della sinistra europea che oggi lo conferma presidente ad Atene, il segretario del Prc tira fuori dal cilindro il tentativo di far archiviare in corsa proprio il termine socialismo. E lo fa dopo aver mandato in soffitta, un anno fa, ogni riferimento al comunismo e dopo aver sancito la «più dura condanna dello stalinismo». Spiega dunque Bertinotti: «Oggi per essere contro questo capitalismo non serve essere socialisti o comunisti ma basta essere uomini liberi».
Questo secondo passo di Bertinotti, però, è sembrato eccessivo ai greci di Synaspimos (Unione) che hanno ottenuto l’approvazione di un emendamento per far rientrare dalla porta quel termine socialismo, seppure accompagnato dalle parole democrazia e libertà, uscito dalla finestra con la regia di Bertinotti. «Nel testo c’erano democrazia, uguaglianza, libertà ma non socialismo…», ha osservato Vassili Primikiris del comitato centrale della coalizione greca. Il dibattito a porte chiuse è stato acceso. Anche perché c’era il precedente dell’assemblea di Roma, quando i comunisti cechi (Kscm) uscirono dalla lista dei partiti membri di El a causa della dura condanna dello stalinismo voluta dal Prc. Il presidente Bertinotti, stavolta, ha dovuto mediare e accettare la linea greca. Lo strappo di Atene significa che il Prc cambierà nome? «Non se ne parla, noi siamo comunisti», risponde Bertinotti rammentando la specificità dell’Italia dove esponenti comunisti hanno firmato la Costituzione. La contraddizione apparente il segretario la spiega così: «Il termine comunista lo abbiamo eliminato perché a European Left aderiscono anche gruppi non comunisti. Mentre per noi, oggi, il socialismo è un progetto mondiale e non rappresenta solo la costruzione di un sistema economico in un singolo Paese».
Ad Atene, infine, Bertinotti fa una dichiarazione dal palco non prevista: «In occasione della Festa nazionale del 28 ottobre, che ricorda la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Grecia, chiedo scusa a nome del mio Paese. E lo faccio da italiano, non da comunista, perché mi sento coinvolto». E sulla via del ritorno, il leader del Prc ha precisato che non ha chiesto posti se ci sarà un governo Prodi: «Ho solo detto che Esteri e Cultura sono ministeri strategici».

LA NASCITA Il Partito della Sinistra Europea nasce a Roma nel 2004: Bertinotti ne è da allora presidente
L’IDENTITA
Al partito aderiscono 15 formazioni politiche europee comuniste, socialiste e rossoverdi. Obiettivo statutario è «l’unione di tutte le forze che si battono per un modello di società alternativo»