Pensioni rinviate a gennaio. Dopo la finanziaria

«Io mi sono concentrato sui muri maestri, gli stucchi fateli voi». Resta inteso che gli «stucchi», ossia gli emendamenti, passeranno solo se avranno la «copertura» e che i «saldi» della finanziaria non saranno modificati. Così parlò Tps a villa Pamphilj. Prodi ha fatto sua la metafora del ministro dell’economia: «I muri maestri non vanno toccati, ma le pareti interne possono essere variate». Possibili «alcune modifiche», vietato «stravolgere» la finanziaria. Una manovra «coraggiosa», ha ribadito il presidente del consiglio, che non si limita a far quadrare i conti, riportando sotto il 3% il rapporto deficit-pil. Rimette «sul sentiero della giustizia sociale e dello sviluppo» un paese che «deve e può crescere almeno del 3% l’anno».
Nella conferenza stampa post vertice Prodi ha indicato gli ambiti di alcune possibili modifiche: piccola e media impresa, università, sicurezza, stipendi dei funzionari della pubblica amministrazione non contrattualizzati. Tra questi, i magistrati. Al summit la loro causa è stata perorata dal ministro della giustizia Mastella. Con successo, visto che l’Associazione nazionale magistrati ha congelato lo sciopero minacciato. Pronta a ritirarlo fuori dal frigorifero tra otto giorni, se la finanziaria non cancellerà davvero i tagli alle toghe. Tocca essere d’accordo con Bobo Craxi: «Fra lo sciopero dei magistrati ed un eventuale sciopero dei lavoratori dipendenti preferisco occuparmi del secondo». L’allusione è al rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Ci sarà nella finanziaria l’emendamento che rende «esigibile» il rinnovo contrattuale nel 2007? Lunedì scorso i sindacati aveva dato l’ultimatum al governo: o l’emendamento o sarà sciopero. Sul punto ieri Prodi non è stato chiaro. «Abbiamo rispettato i contratti con i pubblici dipendenti. Era una cosa molto gravosa, ma da rispettare. Abbiamo assunto poi l’impegno di rilanciare la produttività nel settore pubblico». Sì, va bene, ma l’emendamento? La parola magica Prodi non l’ha pronunciata. Bocca cucita anche su un altro emendamento, quello tanto atteso dall’Anci che dovrebbe attenuare i tagli imposti dalla finanzaria agli enti locali.
Nel lungo elenco delle cose di cui non si è parlato al summit di ieri la più corposa, e rischiosa per la tenuta della maggioranza, sono le pensioni. «Non era certo questa la sede per discuterne», ha dichiarato Prodi, «abbiamo convenuto che c’è un protocollo sul quale da gennaio si apre una discussione con obiettivi e con un cammino condiviso». Tutto rimandato a gennaio, a finanziaria approvata, come pattuito nel memorandum sottoscritto con i sindacati. Il ripristino della data di gennaio blocca i tentativi di mescolarare finanziaria e pensioni, messi in campo dai «riformisti» di Ds e Margherita un minuto dopo la firma del patto sul Tfr. La loro voglia matta d’abbassare le pensioni e di alzare l’età pensionabile resta in stand by. Prodi guadagna un paio di mesi di relativa tranquillità, ma la riforma previdenziale si conferma la linea di frattura più profonda della compagine governativa. Hanno provveduto a ribadirlo le dichiarazioni di Diliberto (Pdci) e di Giordano (Prc), per una volta quasi identiche: la riforma delle pensioni non è nel programma dell’Unione; quanto allo «scalone», nel programma sta scritto che va eliminato. Punto e basta, secondo Diliberto. Mentre il segretario di Rifondazione un’unghia la concede: «Qualsiasi modifica deve passare attraverso una discussione all’interno della coalizione». La precisazione di Giordano incrocia e puntella la condizione posta dal segretario della Cgil Epifani: «Mi siederò a un tavolo per discutere di pensioni solo in presenza di una proposta condivisa da tutto il governo».
Il vertice si è tenuto alla larga anche dalle aliquote Irpef. L’ipotesi d’alzare al 45% quella per i redditi superiori qualche giorno fa aveva mandato su tutte le furie sia Padoa Schioppa che il presidente del consiglio. Al dunque, l’unica decisione partorita a villa Pamphilj è la «cabina di regia» per evitare che governo e gruppi parlamentari del centro sinistra si pestino i piedi sulla finanziaria. La prima riunione è fissata per martedì.