Pendolari e no Tav nelle stazioni: ora basta disfunzioni

Una giornata in treno. Su e giù lungo i corridoi. A chiacchierare con i passeggeri, a scambiare opinioni, a distribuire volantini e materiali informativi. Per dire soprattutto una cosa: il treno ci piace ma lo vogliamo efficiente e sicuro. Un’iniziativa organizzata dai comitati no Tav, dalla comunità montana bassa val Susa, dai comitati dei pendolari, da Legambiente, la giornata sui treni e per il treno ha visto protagoniste le stazioni di Torino, Milano, Napoli, Novara, Cuneo, Modena, Genova, Imperia, Bologna, Roma, Messina e numerose stazioni più piccole. Ovunque, specialmente nelle ore della mattina, quelle frequentate dai pendolari e dagli studenti, l’iniziativa è stata accolta con grande favore. Anche perché ormai parlare dei disservizi di Trenitalia è diventato purtroppo una scommessa sicura. Ne sanno qualcosa i seicento pendolari dell’Eurostar 9666 che giovedì sera sono rimasti bloccati (come ha denunciato l’Adoc, l’associazione per la difesa e l’orientamento del consumatore) e sono arrivati a casa alla sera con ore di ritardo dopo che la motrice si è fermata per un guasto all’altezza di Novara, subito dopo essere entrata sulla nuova linea ad alta velocità. Soltanto dopo ore è arrivato da Torino un altro treno sul quale sono stati fatti salire i passeggeri in attesa. Ma di storie di disservizi, vere e proprie epiche del viaggiatore Trenitalia, ieri se ne sono ascoltate centinaia. Un capitolo a parte meritano i ritardi: Legambiente sta monitorando da oltre una settimana i treni e presto renderà noti i dati. Certo è che la Torino-Milano non riserverà purtroppo sorprese: partire o arrivare in orario è ormai un miraggio. Ieri a Milano i pendolari del comitato omonimo hanno inscenato manifestazioni sia alla Centrale che alla stazione Garibaldi. Qui, raccontano con ironia, sono «incappati» nella conferenza stampa di Trenitalia che presentava ai giornalisti non un nuovo treno, non la tabella della puntualità, ma addirittura delle «carrozze ripulite». «Come se si trattasse di una prelibata e rara leccornia – scherza Cesare Carbonari del comitato pendolari Torino-Milano – e non di una cosa che dovrebbe essere garantita. Un treno pulito e non infestato da zecche». I pendolari hanno srotolato striscioni e sventolato bandiere, ospiti non invitati di Trenitalia. L’intervento si chiama «operazione decoro» e riguarderà la pulizia interna ed esterna dei treni regionali lombardi. Quattrocento carrozze, su un totale di 900, sottoposte a «pulizia radicale» per un investimento di quasi due milioni e mezzo di euro. Una squadra di 30 addetti impegnata giornalmente nella pulizia di due carrozze. Per riportare ad una situazione di ‘minimo decoro’ 33 mila posti a sedere entro la fine del 2006. A Torino la giornata ha avuto il suo momento clou alla stazione di Porta Susa, nel pomeriggio. «Oggi (ieri, ndr)- dice soddisfatta Vanda Bonardo presidente di Legambiente Piemonte – è partito un ideale treno della democrazia, che farà viaggiare lungo tutta l’Italia le richieste di salvaguardia dei diritti degli utenti e di difesa di un patrimonio, quello della rete ferroviaria, che appartiene a tutta la comunità e che deve essere reso degno di un paese moderno e civile come tale, non deve essere privatizzato». Il presidente della comunità montana bassa val Susa ha raggiunto il treno della democrazia a Napoli, dove si trovava per un dibattito. «Questa – dice Ferrentino – è una iniziativa che mette al centro i diritti di chi viaggia tutti i giorni in treno. Invece di investire in grandi opere bisognerebbe dare la priorità alle piccole opere. In Italia – ha aggiunto – esistono ancora cinquemila chilometri di linee ferroviarie non elettrificate e quattromila chilometri di linee a binario unico». Lo stesso sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta, da Roma. «I progetti dell’alta velocità – dice – hanno creato un vincolo di bilancio così forte, da rendere impossibile la realizzazione di altre opere, più utili e urgenti come il potenziamento dei treni regionali utilizzati ogni giorno da un milione e mezzo circa di passeggeri».