PECHINO E DELHI: L’ITINERARIO POLITICO DI PUTIN

Negli ultimi tempi Mosca ha spesso manifestato l’intenzione di instaurare e rafforzare partnership strategiche nelle più diverse direttrici della sua politica estera.
Tali affermazioni, a prima vista, possono apparire banali e di scarso significato. Però esse riflettono le opinioni della dirigenza russo sul posto e sul ruolo della Russia nel mondo e sulle prospettive di sviluppo dei suoi rapporti con gli altri stati, in primo luogo con quelli del calibro della Repubblica Popolare Cinese e dell’India.
Dal 1 al 3 dicembre, il presidente della Russia Vladimir Putin visiterà Pechino e Delhi. E’ evidente la non casualità del fatto che la Cina e l’India si trovino nello stesso itinerario di Putin: queste visite avvengono contestualmente, non solo per una ragione geografica, ma anche, più in generale, politica.
Parlando della partnership strategica con gli USA e la Germania, con la Cina e con l’India, con l’Ucraina e con la Bielorussia, ma anche con molti altri paesi vicini e lontani, i politici russi tengono in considerazione obiettivi molto concreti. La collaborazione con ciascuno di questi paesi, qualora si sia riusciti ad impostarla su basi corrette, è indirizzata alla realizzazione degli interessi nazionali della Russia, alla risoluzione di quei problemi, da cui dipende il carattere pacifico e stabile della vita dei cittadini russi, dei loro interessi economici e, cosa più importante, della sicurezza dell’esistenza futura.
Nei rapporti con Washington, Mosca intende risolvere i più importanti problemi della lotta contro il terrorismo, della stabilità mondiale e del disarmo nucleare. Con i partner europei e orientali, le stesse questioni a una dimensione più regionale, ma anche il problema di come fronteggiare la portata delle conseguenze della politica imperiale, condotta da uno dei nostri alleati strategici…
…Nelle relazioni della Russia con la Cina e l’India, la coincidenza o la vicinanza degli interessi strategici si presentano più solide che con gli Stati Uniti e, persino, con molti paesi europei vicini alla Russia. Ciò è legato alla storia comune e alle attuali esigenze di pace dei tre paesi, Russia, India e Cina. Nella coscienza dei russi, fin dai tempi sovietici, si conserva un rapporto molto caldo verso i cinesi e gli indiani, nonostante i ripetuti tentativi di alcuni politici di estirparlo; Russia, Cina e India, a differenza degli USA, già da molto tempo (molto prima dell’11 settembre) devono fronteggiare e combattere i fenomeni del terrorismo, dell’estremismo e del separatismo entro le proprie frontiere (Cecenia,Tibet, Kashmir), e il semplice cittadino russo conosce lo sviluppo economico di questi paesi, non attraverso gli schermi televisivi, ma per la convenienza delle produzioni indiana e cinese, sicuramente più accessibili alle sue tasche.
Anche per quanto riguarda una delle principali questioni del momento attuale – la formazione di un nuovo ordine mondiale – gli approcci dei tre paesi sono molto simili. Nessuno di essi pretende l’egemonia, sebbene possa rivendicarla, in considerazione delle proprie risorse umane, economiche e militari. Mentre gli USA si comportano da “cow-boys” nei rapporti con la Jugoslavia, la Bielorussia, la Corea del Nord e l’Iraq, e pretendono di imporre i propri punti di vista anche ad altri paesi, che definiscono alleati, Mosca, Pechino e Delhi si muovono nella direzione opposta, senza aspirare alla realizzazione di ambizioni imperiali.
Per quanto riguarda gli ambiti della collaborazione economica, anche in questo caso, a Mosca risulta molto più facile riuscire ad intendersi con la Cina e con l’India, piuttosto che con gli USA, che costruiscono i propri legami con gli altri paesi sulla base del grado di lealtà alla loro politica. E’ sufficiente ricordare la richiesta americana a Mosca di riflettere sulle prospettive della collaborazione bilaterale in campo energetico sul territorio dell’ “Iraq democratico, liberato dal dittatore” e sulla promessa di restituzione del debito contratto “da parte del nuovo governo iracheno”. Gli americani danno l’impressione di essere abbastanza cinici e piuttosto superficiali. Ma Mosca può veramente prestare ascolto a simili promesse?
Negli ultimi anni si sono notati passi in avanti sul piano del rafforzamento dei rapporti economico-commerciali tra la Cina e la Russia. Dopo l’inversione di tendenza avvertita nel 1999, nel 2000-2001 si è raggiunto il più alto livello di interscambio commerciale, mai registrato in tutta la storia delle relazioni sovietico-cinesi e russo-cinesi. Nel 2001, la Russia è diventata l’ottavo partner commerciale della Cina. La Repubblica Popolare Cinese è interessata ad investire nello sviluppo della rete di telecomunicazioni della Russia, ad organizzare reti di assemblaggio e a fornire produzioni nel settore microelettronico e degli elettrodomestici. Al primo posto delle esportazioni della Russia verso la Cina nel 2001 c’è la produzione di macchinari, che rappresenta il 29% del totale (segue un lungo elenco di grandi accordi di collaborazione economica e commerciale realizzati con la Cina e con l‘India, nota del traduttore)…
…La collaborazione della Russia con la Cina e l’India nella sfera tecnico-militare si può definire certamente non solo fruttuosa, ma piena di prospettive. Come fanno notare gli esperti russi, negli anni in cui la Cina progredisce sul piano tecnico-scientifico, le sue forze armate sembrano segnare il passo. Esse non corrispondono al livello della moderna Cina. Per questa ragione in Cina viene prestata maggiore attenzione allo sviluppo delle forze armate. Naturalmente, in tale situazione deve essere instaurata la base tecnico-scientifica dell’adeguamento e devono essere acquistati alcuni tipi di armamento. In Russia si ritiene che, in questa situazione, la vendita alla Cina di determinati modelli di moderni armamenti corrisponda agli interessi nazionali.
Per quanto riguarda la cooperazione tecnico-militare con l’India, occorre far notare che è in corso di realizzazione un “Programma di collaborazione tecnico-militare”, della durata di 10 anni, firmato nel 2001. E’ significativo che si passerà dalla consegna di tecnologie militari russe alla realizzazione di produzioni congiunte. E’ un nuovo livello di collaborazione ad alta tecnologia.
La questione della collaborazione militare della Russia con la Cina e l’India non è assolutamente collegato alle problematiche dei rapporti politici con l’Occidente…La Russia ha bisogno di sostenere la propria base produttiva, in particolare la produzione militare. Abbiamo bisogno di mezzi. Uno degli strumenti per ottenerli è il commercio della produzione di armamenti. Tenendo conto del carattere amichevole delle relazioni con Cina e India, la Russia è interessata alla vendita a questi paesi di armi moderne. Nello stesso tempo, ciò avviene tenendo conto della necessità di non intaccare l’equilibrio del potenziale militare della regione.

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma