Parte il 1° Maggio il “Pro Pais” di Morales

«Una prima risposta alla situazione critica per quanti hanno perso il lavoro a seguito della politica neoliberale negli ultimi 20 anni». Con questo parole il presidente indio Evo Morales Ayma ha presentato l’11 aprile scorso, con una semplice cerimonia a Palacio Quemado, il programma Pro País destinato a creare nei prossimi due anni, secondo le previsioni, 100mila posti di lavoro.
Pro País, “Programma Contro la Pobreza y Apoyo a la Inversion Social”, che si avvarrà di un investimento di 47 milioni di dollari del Banco Interamericano de Desarollo (Bid), partirà il prossimo 1° maggio
«La principale preoccupazione del governo – ha detto il presidente Morales annunciando il piano – è la creazione di nuove fonti di lavoro e l’individuazione di alternative per affrontare il problema strutturale che affligge migliaia di boliviani». Pro País va a sostituire il Piano Nazionale di Lavoro (Plane) che, terminato il 31 dicembre 2005, per mancanza di finanziamenti è stato prorogato fino a marzo.

Per il ministro della Pianificazione e lo Sviluppo Carlos Villegas, si tratta di un programma strutturale basato sul principio dell’inclusione sociale. «Assieme al Piano Nazionale di Sviluppo che sarà presentato a maggio, Pro País è rivolto soprattutto – ha sottolineato il ministro Villegas – a migliorare la qualità del lavoro».

Pro País è in sostanza un piano che verrà realizzato nelle aree rurali. Mille e duecento progetti specifici sono già stati approvati. «Due – ha sottolineato Eduardo Michel Vargas, della direzione unica del fondo che gestirà gli investimenti – sono le fasi del finanziamento: La prima assicurerà una somma di 21,3 milioni di dollari, la seconda di 24 milioni di dollari». Gli interventi riguarderanno soprattutto la realizzazione di infrastrutture ed opere di carattere rurale: dalla microirrigazione, alle strade vicinali, dal miglioramento delle strade alle bonifiche. Ma non mancheranno infrastrutture per la sanità e l’istruzione. Secondo Michel Vargas il programma nella sua prima fase è destinato a dare lavoro a circa 120mila persone. Altrettanti sono i posti di lavoro previsti nella seconda fase. Tutto questo, secondo il piano elaborato, dovrà essere attuato in zone difficili, più che “svantaggiate” secondo il canone europeo. Sono interessate le regioni dove il 70 per cento della popolazione non vede soddisfatte nemmeno le necessità primarie. «Il programma Pro Pais – ha commentato Cristian Rivero, incaricato dei progetti – riguarderà zone di alta vulnerabilità e con scarse risorse e che verranno beneficiate con la realizzazione di opere collettive». Ai lavoratori che verranno impiegati verrà garantito un salario minimo nazionale, al momento non definito nell’ammontare specifico.

A poco più di 100 giorni dall’insediamento del governo del presidente indio, alle prese con forti contestazioni dietro le quali in molti vedono il tentativo dell’affarismo internazionale e dell’ex classe dirigente di minare la stabilità del nuovo esecutivo, e a pochi mesi dalle elezioni dell’assemblea costituente del prossimo 2 luglio che dovrà ridisegnare una nuova Bolivia, il programma Pro Paìs si configura da un lato come una sorta di riforma agraria volta soprattutto alla realizzazione delle infrastrutture minime nelle campagne, dall’altra come un sistema per l’impiego in “lavori socialmente utili” che assicuri almeno un salario minimo permettendo di migliorare le condizioni di povertà in molte zone del paese.

Presentandolo al pubblico, Morales non ha mancato di fare commenti di carattere politico sottolineando come nel passato ci siano stati politici, come Gonzalo Sanchez de Lozada, che offrirono 500mila posti di lavoro per vincere un’elezione presidenziale. «Al loro posto – ha commentato Evo Morales – hanno creato 500mila disoccupati». Ed ancora Morales ha accennato al sostegno internazionale: «A livello internazionale non siamo soli. C’è molta solidarietà dei governi, delle organizzazioni internazionali, e questo appoggio non è per Evo ma deve essere per il popolo».

In rappresentanza dei lavoratori del Piano Nazionale di Lavoro, la sindacalista Esther Valderrama ha commentato positivamente l’adozione del programma Pro País. «Crediamo nel presidente e siamo convinti che dobbiamo essere tolleranti e non perdere la fede nel nostro governo. Con il programma Pro País – ha detto ancora Valderrama auspicando la fine delle condizioni di povertà – tutti andremo ad avere un lavoro degno per portare sostegno alle nostre famiglie».