Paritarie, l’ultimo regalo

Piovono soldi sulle scuole paritarie. E ad elargirli con cotanta magnificenza sono le Poste italiane che col Ministero dell’istruzione hanno stipulato una convenzione che evidentemente deve essere sembrata più che remunerativa a entrambi. Un bel decreto ministeriale che l’aspirante sindaco di Milano spara senza essersi ancora dimessa dal dicastero di viale Trastevere. Tant’è, due piedi in una scarpa giusto per segnare il territorio e per ribadire che loro – da lì – non hanno nessuna intenzione di andarsene. Per l’esattezza – e stando al dettato del decreto firmato dal ministro Moratti in zona Cesarini (è datato 30 marzo ma è stato pubblicato solo il 14 aprile scorso e a voto già avvenuto) un bell’assegno annuo oscillante tra i 260 e i 360 euro (per gli amanti della matematica il totale si aggira intorno ai 30 milioni di euro) cadrà tra le solide braccia dei 112.645 pargoli che quest’anno frequenteranno le private. Nel dettaglio: 27.869 alunni iscritti alle primarie paritarie non parificate godranno di un contributo di 220 euro; per i 63.232 studenti delle secondarie di primo grado l’obolo garantito dalle Poste italiane sarà di 260 euro mentre ai più grandi – quelli che vuoi o non vuoi alle scuole secondarie di secondo grado paritarie ci sono comunque arrivati – verrà assegnato un contributo di 346 euro. I finanziamenti riguardano il pagamento della retta d’iscrizione, «devono intendersi al lordo del costo della commissione per il servizio finanziario reso da Poste italiane » e vanno erogati «agli aventi diritto in base alla regolarità dell’iscrizione e all’avvenuto pagamento della relativa retta scolastica». A parte che a leggere il decreto senza una laurea in giurisprudenza e svariati dottorati poco si comprende. Ma soprattutto: chi paga chi? Il Miur le Poste o le Poste il Miur? I trenta milioni vengono dal Miur, quindi fate voi. «L’innamoramento del ministro Moratti per le scuole private – commenta il segretario della Flc-Cgil Enrico Panini – è tale che non solo ne vengono finanziate le iscrizioni ma che ora il servizio è pure garantito a domicilio». Efficienza delle poste italiane già meritorie per aver pubblicizzato e venduto – dopo lauta convenzione – i libri scolastici immessi sul mercato dalla casa editrice preferita dall’ex presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.