Parisi promette agli Usa maggiore impegno in Afghanistan e Kosovo

L’Italia difenderà Kabul dalle minacce taleban e le minoranze serbe dopo l’indipendenza kosovara: nell’incontro al Pentagono il ministro della Difesa Usa Robert Gates ha ottenuto dal collega Arturo Parisi garanzie dell’impegno di Roma sui fronti di crisi internazionali dove le nostre responsabilità stanno per aumentare. Sebbene il Pentagono abbia accettato la richiesta di Roma di non fare dichiarazioni sui nuovi compiti dell’Italia, da quanto trapela dal colloquio Washington è molto soddisfatta per gli impegni confermati da Parisi. In Afghanistan a partire dal 1° gennaio l’Italia assumerà il comando della regione centrale -. sommandolo a quello della regione Ovest – e ciò comporterà un aumento della presenza «qualitativa e quantitativa», come ha detto Parisi al termine del colloquio, destinata a far fronte ai taleban che puntano a essere molto attivi a Kabul.
Parisi ha puntualizzato che tutto avverrà «tenendo fede a quanto detto in Parlamento» ma ciò che conta per Gates è avere la certezza dell’impegno italiano per la regione di Kabul durante i primi otto mesi del 2008, quando si prevede una nuova offensiva taleban. Lo stesso 1° gennaio l’Italia assumerà anche la guida del contingente Nato in Kosovo e questo significa, come ha spiegato Parisi, che «saremo al comando all’indomani del 10 dicembre», quando Pristina potrebbe dichiarare unilateralmente l’indipendenza innescando una crisi con Belgrado dagli esiti incerti. «Toccherà a noi occuparci della tutela delle minoranze» ha aggiunto Parisi, riferendosi alla protezione dei villaggi serbi più ostili all’indipendenza. Ma non è tutto: i due ministri hanno parlato anche di Libano dove si teme il divampare della guerra civile se a fine novembre il Parlamento non dovesse eleggere il nuovo presidente. «Il rischio di tensioni esiste e stiamo vigilando» ha sottolineato Parisi. Il timore del quale a Washington si parla da tempo è di vedere proprio l’Unifil investita dalla guerra civile. Durante il colloquio Parisi ha candidato l’ammiraglio Di Paola a nuovo capo del comando militare della Nato, carica ambita anche da Madrid e Varsavia. A conferma dei buoni rapporti fra i due ministeri, Parisi ha parlato di «uno scambio di informazioni sullo scudo antimissile».