Ordine del giorno dell’assemblea plenaria sulle basi Usa e Nato

Bari ORDINE DEL GIORNO approvato all’unanimità dall’Assemblea plenaria.
La Rete Nazionale del NUOVO MUNICIPO, riunita a Bari il 5 novembre 2005
VISTA
l’esigenza di calare nella realtà il ripudio della guerra proclamato nella Costituzione italiana, che all’articolo 11 recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
l’esigenza di costruire le condizioni che rendono praticabile la decisione di tagliare alle radici le basi della guerra, i suoi arsenali, i suoi poligoni, le sue strutture

PREMESSO

che “Gettare le Basi militari fuori dall’Italia e fuori dalla storia” è un opzione radicale alla guerra, in grado di modificare dal basso, dal locale, la guerra dell’impero e l’irrazionale sistema di cosiddetta Difesa centrato su ”l’ombrello di protezione Usa” e sulla Nato, “insostituibile meccanismo per l’esercizio della leadership Usa e per la proiezione della potenza e dell’influenza americana” come informa il Dipartimento Difesa degli Stati Uniti.
che la lotta contro la spoliazione della sovranità sulla nostra terra e sulle nostre vite è lotta per estirpare dal nostro territorio il cancro della presenza militare che distrugge il tessuto sociale di ogni luogo in cui s’installa.
che la presenza militare non si limita a drenare risorse, soffocare economie e fagocitare territori ma espropria la vita delle popolazioni condannate a “ospitare” le basi della guerra stravolgendo tempi di vita e attività lavorative, mettendo in pericolo costante d’incidenti, di tumori reali e di alterazioni genetiche le popolazioni che la subiscono

CHIEDE alle Istituzioni Regionali

di aprire gli archivi e di rendere facilmente accessibile alla cittadinanza la documentazione del CoMiPa (Comitato Misto Paritetico Stato Regione per le servitù militari) su attività e programmi delle Forze Armate.

di introdurre nelle scuole l’informazione sulle strutture militari operanti nel territorio

di dichiarare l’incompatibilità tra attività militari e politiche di tutela dell’ambiente e del patrimonio storico-culturale esigendo:

• Lo smantellamento delle strutture militari situate dentro o in prossimità di parchi naturali.

• Lo smantellamento delle strutture militari situate in zone d’interesse archeologico o culturale

• L’obbligatorietà della Valutazione d’Incidenza Ambientale

di imporre ai militari, come da regolamento, che al termine di ogni esercitazione venga fatta la bonifica delle aree di tiro, obbligo che è normalmente disatteso.

il sostegno ai gruppi pacifisti nel ricorso al TAR contro la bocciatura del referendum sulla presenza nucleare militare, cassata nel 2004 dall’Ufficio Regionale del Referendum e l’impegno di portare avanti l’iter fino alle massime sedi internazionali

CHIEDE al Governo e al Parlamento
La messa al bando delle armi nucleari di vecchia e nuova generazione (mini nuke), messa al bando dell’uranio impoverito

La trasparenza sugli accordi che regolano la presenza delle forze USA. Accordi segreti che costituiscono lo strumento incostituzionale normalmente usato per aggirare il controllo del Parlamento ed eludere la possibilità di informazione sull’occupazione militare Usa della terra, del cielo e del mare d’Italia e che mettono a nudo la scandalosa abdicazione alla sovranità ( violazione art. 11, 80, 87).
L’equa ripartizione dei gravami militari nel territorio nazionale secondo la legge 898/1976 e la legge 104 /90 in cui si ribadisce il principio del riequilibrio.

SI IMPEGNA attraverso i suoi aderenti:

A trasformare il riequilibrio imposto dalla legge in smantellamento del surplus

Attraverso:

1 la pressione popolare sulle regioni oppresse dagli iniqui gravami militari;

2 il consolidamento del rifiuto delle altre regioni di accollarsi nuove penalizzazioni;

Ritiro di tutti i progetti di potenziamento delle strutture della guerra attraverso il Comitato Misto Paritetico Regione Stato per le servitù militari (CoMiPa).
Smantellamento delle strutture abusive o illegalmente operative

Diritto alla salute: sospensione immediata delle attività e smantellamento delle installazioni che attentano alla salute

Attraverso:

– La SOSPENSIONE CAUTELATIVA di tutte le attività del poligono almeno fino a quando non sia stato individuato ed eliminato l’agente killer;

– Il risarcimento danni alle vittime e alle famiglie delle vittime;

– INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE delle popolazioni residenti in prossimità delle zone interessate da attività militari terrestri, aeree e navali;

– INDAGINI SCIENTIFICHE INDIPENDENTI sottratte al controllo della Difesa che verifichino la contaminazione ambientale.

– Estensione delle NORME PRECAUZIONALI alle comunità coinvolte dalle strutture militari.

– Attivazione di OSSERVATORI AMBIENTALI e SANITARI PERMANENTI gestiti dalle autorità civili e controllabili dal basso in grado di fornire in qualsiasi momento dati trasparenti, e facilmente accessibili.

– Radicale ristrutturazione del sistema di monitoraggio per la radioattività della base atomica Usa di La Maddalena, giudicato scarsamente attendibile dalla Commissione affari esteri della Camera dei deputati (11/2/90) e dagli stessi ministri della Difesa e della Sanità (7/11/88)

Indisponibilità al transito e alla sosta di unità a propulsione nucleare e armamento atomico nei porti di Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellamare, Gaeta, La Maddalena/Santo Stefano, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste in rispetto:

– della volontà popolare, espressa nel referendum del 1987, che ha messo al bando il nucleare;

– della normativa europea recepita dall’Italia con il dl 230/95 che impone d’informare le popolazioni esposte al rischio nucleare dei piani di emergenza predisposti e di effettuare le esercitazioni;