Ordine del giorno del CPF di Bologna sulla finanziaria

CPF del 24 ottobre 2006 – ODG SU FINANZIARIA

(approvato a larga maggioranza)

Il CPF di Bologna esprime forte preoccupazione per il tentativo di piegare la legge Finanziaria in discussione al Parlamento agli interessi esclusivi della confindustria e dei mercati finanziari. Seppur vi sono positivi elementi di controtendenza (la reintroduzione del criterio di progressività nella tassazione dei redditi, l’annunciato ripristino della tassa di successione e la reintroduzione di un legame tra benefici fiscali e stabilità del lavoro), le modifiche già apportate, e quelle annunciate nel dibattito parlamentare, annullano, di fatto, questi elementi positivi e configurano una finanziaria prevalentemente orientata a trasferire risorse alle imprese, riducendo al contempo i trasferimenti agli enti locali e alla spesa sociale. In questo senso vanno le principali misure già assunte. Quando entreranno a regime i provvedimenti denominati “Cuneo Fiscale” faranno risparmiare alle imprese 6 miliardi di euro di “costo del lavoro” ogni anno. L’accordo firmato sul TFR da Governo, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil si configura come un immenso trasferimento di risorse dal lavoro al sistema finanziario italiano, attraverso appunto il lancio dei fondi pensione. Anche il trasferimento forzato del TFR all’INPS non è accettabile, tanto più se usato, oggi, per fare cassa e come copertura nella finanziaria per opere infra-strutturali, senza nessuna garanzia su come venga utilizzato in futuro. Come non sono più accettabili le continue aperture del governo alle richieste di Confindustria – non ultima la disponibilità già annunciata a peggiorare la già pessima ‘riforma Dini’ delle pensioni , alzando l’età pensionabile e rivedendo i coefficienti, cioè l’entità delle pensioni pubbliche erogate in futuro dall’Inps. Nella Scuola su 220mila lavoratori che andranno in pensione ne saranno stabilizzati solo 150mila, riducendo quindi di 70mila unità l’organico. Non si prevedono nuovi fondi per Università e la Ricerca mentre aumentano i finanziamenti alla scuola privata (+ 100 milioni di euro, ad oggi). La stesso decreto Lanzilotta, se approvato, porterà inevitabilmente a una nuova ondata di esternalizzazioni dei servizi pubblici. I fondi stanziati nella finanziaria per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego risultano insufficienti anche come sola copertura del potere di acquisto (si parla di aumenti netti di 30 euro al mese). Nella finanziaria, contrariamente a quanto scritto nel programma dell’Unione, vi è anche un aumento significativo dei fondi alla Difesa per acquisto di cacciabombadieri e navi a guerra.

Il complesso delle misure prospettate evidenzia il forte rischio di una disillusione di massa del popolo dell’Unione, per le aspettative che esso aveva riposto su questo governo, dopo 5 anni di lotte e mobilitazioni contro il governo Berlusconi e i suoi provvedimenti liberisti. Sarebbe questo un regalo insperato a un centrodestra in crisi.

Il CPF di Bologna aderisce a tutte le iniziative di lotta e mobilitazione che sono, nei fatti, una prima risposta agli attacchi ai lavoratori, agli studenti e ai servizi sociali contenuti in alcuni provvedimenti di questa legge Finanziaria. Per queste ragioni la manifestazione del 4 novembre, promossa da un ampio arco di forze politiche e sindacali per l’abrogazione delle leggi vergogna del governo Berlusconi, dovrà misurarsi, a nostro avviso, anche con le misure non accettabili presenti nella finanziaria. Così come gli scioperi già convocati da diverse organizzazioni sindacali (17 novembre sciopero generale convocato dal sindacalismo extra-confederale, lo sciopero generale dell’intero mondo della scuola già convocato per gli stessi giorni anche dalla CGIL-Scuola).

Il CPF da mandato alla segreteria e chiede a tutti i circoli di lavorare con il massimo impegno per la riuscita di questi primi appuntamenti di lotta. Invita, inoltre, il Nazionale a sviluppare una campagna contro il “memorandum” siglato da governo e Cgil, Cisl e Uil che pone le basi per un aumento dell’età pensionabile e per l’ennesimo attacco, come tanti subiti dalla riforma Dini in poi, al diritto alla pensione pubblica e dignitosa. Il CPF di Bologna considera sacrosanta la richiesta, già avanzata anche da importanti categorie della Cgil, di sottoporre a Referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori qualsiasi intesa che riguardi i lori diritti, a partire dal tema del TFR.

Presentato da Sergio Bellavita, Stefano Franchi, Mario Iavazzi, Carlo Lari, Stefano Tassinari