Nuova scala mobile, rompere la gabbia della concertazione

L’avvio della raccolta firme per il ripristino, sui salari e sulle pensioni, di un meccanismo automatico per il recupero dell’inflazione (una nuova scala mobile) sta ottenendo un grande successo in tutta Italia.
Il patto federativo (Sult – Cnl – SinCobs) per la costruzione di un sindacato di democratico e di massa, nato nel Giugno 2005, ha iniziato un percorso che non poteva non vedere la presenza della quasi totalità del sindacalismo di base e dei partiti alternativi della sinistra più radicale (Pdci – Verdi – Prc).

L’opportunità politica e sociale di rimettere al centro del dibattito politico la questione salariale e con essa il ruolo della classe lavoratrice non poteva essere disattesa.

Infatti, se ai banchetti della raccolta firme abbiamo le file, non è per merito di questa o quella forza sindacale o politica che le raccoglie, ma è per il senso comune ormai ampiamente diffuso tra la gente, dell’impoverimento reale avvenuto negli ultimi anni di grandi strati della popolazione italiana.

Impoverimento che porta con se un arretramento generale dell’economia italiana e dell’intera società.

Sono questi dati reali che bocciano tredici anni di concertazione di Cgil – Cisl e Uil con i diversi Governi, non posizioni politiche o ideologiche!

Concertazione che non è riuscita neanche a far rispettare gli accordi sul modello contrattuale prestabilito, come è stato dimostrato negli ultimi anni, dove per ottenere il riallineamento degli stipendi all’inflazione programmata e a quella “reale” (reale si fa per dire) sono state necessarie dure lotte, anche fuori dalle regole, con ritardi sui rinnovi contrattuali di due e anche quattro anni e acquisizioni salariali minori del conteggio dovuto.

La battaglia per la nuova scala mobile può riaprire una stagione di lotte sui temi sociali e sulle politiche economiche nel nostro Paese e in Europa.

Il modello economico imposto dalla globalizzazione e dalle scelte dei Governi Europei, fondato sul predominio e la centralità dell’impresa, ha creato una società fondata sulla precarietà diffusa, sia nei rapporti di lavoro che in tutti gli altri aspetti del vivere sociale e civile.

Riportare nel senso comune della gente il nesso dell’inscindibilità tra le condizioni materiali e sociali dei lavoratori ed il benessere economico e civile della società intera è un nostro compito e dovere.

Dobbiamo ricreare un blocco sociale intorno alla classe operaia attraverso lotte che partendo dalla condizione salariale mettano in discussione l’attuale modello liberista.

La lotta per il salario, per essere vincente, deve allargarsi agli strati più disagiati della società e coinvolgere necessariamente tutto il mondo del precariato.

L’iniziativa sulla scala mobile è un primo passo per rompere la gabbia della concertazione e liberare quelle forze che all’interno del mondo del lavoro vogliono ridare ai lavoratori un ruolo egemone nella società.

Lo scopo principale della raccolta non è tanto il raggiungimento delle 50mila firme per presentare la proposta di legge in Parlamento, ma molto più importante sarà il dibattito che si dovrà aprire nel Paese in merito al significato politico che avrebbe la reintroduzione del meccanismo automatico della scala mobile.

Infatti, non sarà una invariante per le forze politiche scegliere se appoggiarlo o no, perché questo sarà uno degli elementi dirimenti nella scelta nel modello di sviluppo economico e sociale che si vorrà perseguire nel prossimo futuro.

La battaglia sulla scala mobile è allo stesso tempo sindacale e politica, servirà si per ottenere dei benefici economici immediati ai lavoratori, ma servirà ancor di più per ridare centralità politica al mondo del lavoro.

Quanto riusciremo ad ottenere non è scritto, certo è, che abbiamo posto all’attenzione del Paese la questione salariale, e che, la proposta di reintroduzione della scala mobile assume valore fondamentale anche per le scelte politiche future di chi si appresta a governare.

Come Sult e come Patto Federativo metteremo tutte le nostre forze a disposizione di questa battaglia. Ad oggi, alcuni risultati positivi li abbiamo raggiunti, centinaia di tavoli per la raccolta delle firme decine e decine di iniziative politiche, il sindacalismo di base e non solo unito intorno ad un obiettivo comune, i lavoratori partecipi ad una iniziativa che li vede finalmente protagonisti.

*Presidente del Sult