Nucleare iraniano, Bush evoca la guerra mondiale

NEW YORK – «Se il mondo è interessato a evitare una terza guerra mondiale, dovremmo impedire che l’Iran acquisti la capacità di costruire armi nucleari.» Il monito che George Bush ha lanciato ieri è forse il più forte da lui pronunciato finora sulla questione del nucleare di Teheran. Il presidente ha dato forza al suo monito ricordando: «Abbiamo un leader in Iran che ha annunciato di voler distruggere Israele». Le dichiarazioni sono venute nel corso di una conferenza stampa nella quale Bush ha anche inviato un preciso ammonimento alla Turchia, sollecitandola a non seguire l’approccio militare nel trattare con i ribelli curdi al confine
con l’Iraq: «Abbiamo reso molto chiaro alla Turchia – ha annunciato il presidente – che non crediamo sia nel loro interesse mandare truppe in Iraq». Bush, che ha approfittato della conferenza stampa per parlare anche della Russia e di politica interna, ha rivelato che la sua Amministrazione sta cercando di convincere Ankara ad accettare una soluzione diplomatica: «C’è un dialogo in corso, e questo è positivo» ha detto, ricordando che il vicepresidente iracheno Tariq al-Hashimi è attualmente in Turchia per trattare la questione dei ribelli curdi, mentre sia l’ambasciatore Usa a Bagdad Ryan Cracker che il generale a capo delle operazioni militari Usa in Iraq, David Petraeus, sono al lavoro alla ricerca di una soluzione pacifica.
Sono oramai vari giorni che Bush getta acqua sulla crisi sempre più rovente che si è aperta con la Turchia. E forse almeno su un punto sta ottenendo qualche risultato: pochi giorni fa, in sede di Commissione, il Senato aveva deciso di condannare come «genocidio» il massacro di un milione e mezzo di armeni avvenuto all’inizio del Novecento per mano dell’Impero Ottomano. Dopo le veementi proteste del governo turco, accompagnate dalla non troppo velata minaccia di vietare l’uso della base di Incirlik per l’invio dei rifornimenti alle forze Usa in Iraq, Bush ha fatto di persona pressione su deputati e senatori affinché al momento del voto in aula rinuncino a «riscrivere la storia dell’Impero Ottomano». Bush ha definito «controproducente» il provvedimento, perché offenderebbe un prezioso alleato. E ieri al Congresso si registravano le prime serie defezioni. Il provvedimento era stato chiesto dalla minoranza armena, presente in gran numero in alcuni degli Stati Usa.
Sul fronte iraniano Bush ha dovuto affrontare domande sulla apparente nuova amicizia fra Putin e il presidente iraniano Ahmadinejad. In viaggio in Iran, Putin ha detto di non aver visto prova che Teheran stia costruendo armi nucleari. Ma Bush ha ricordato pronto che finora Putin ci deve aver creduto, tant’è che «la Russia ha già votato due volte all’Onu per imporre sanzioni».