Noticine 6 – Un Prodi che non ha prezzo

Toglietemi tutto ma non il mio portafoglio. Va bene l’anima, va bene il corpo, ma il portafoglio no. Lo scontro all’ultimo sangue, nell’Unione, è sui soldi, money, cumquibus, chiamateli come volete. Trattasi di soldi, quella roba che non olet, ma che fa un sacco comodo avere. Quello di Prodi lo chiamano fund raiser, in italiano si dice tesoriere. Si chiama Angelo Rovati, è alto quasi due metri, un tempo ex campione di basket e oggi presidente della prodiana Fondazione “Governareper”, è anche braccio destro nonché tesoriere in pectore dell’Unione su unilaterale nomina del Prof. E batte a cassa. Fund raiser? Ds e Margherita hanno levato le braccia al cielo. Fund raiser de che? I soldi sono nostri e ce li gestiamo noi, di devolution in toto al Prodi, neanche parlarne. Niente tesoriere “uno per tutti”, troppo comodo: ognuno si tenga il proprio; e così sia pure per i quattrini (che poi, a guardare per il sottile, sono gran bei testoni di euro). Non se ne parla. La tesoreria è l’anima del partito, fanno sapere piccatissimi Ugo Sposetti e Luigi Lusi, rispettivamente tesorieri di Ds e Margherita: e dare via la tesoreria, sarebbe come dare via l’anima… Giusto. Le rampogne e gli ultimi malumori si coagulano perciò intorno al giro quattrini, e sussurrano, non proprio a bassa voce, di quel Prodi mai contento, dagli la mano e si prende tutto il braccio. Un Prodi, appunto, che non ha prezzo. Infatti, lui e il suo peloso entourage replicano facendo due più due quattro, egregi Ds qui c’è, in soldoni, la percentuale da dare «in capo alla responsabilità del leader»; e da decidere, in soldoni, «se vogliamo fare una campagna elettorale da 5, da 15 o da 50 milioni» (di euro, beninteso). Sulla “vertenza” unionista i giornali sia di destra che di sinistri hanno titoli quasi da commedia all’italiana. “Prodi cerca i fondi per la corsa”, “Prodi batte cassa, Ds e Margherita dicono no”, “Guerra dei tesorieri Nell’Ulivo. Stop ai fondi per le elezioni”; “Protesta dei prodiani: l’Ulivo merita più soldi”. E si diverte Il Foglio, rilevando che Prodi «ha trovato un amico ma non ancora un tesoro».
La questione è grossa.