Noticine 5 – Il comunista pentito e smemorato

La conturbante novità era già finita su “Striscia la notizia”. Il giorno dopo le Primarie e la stra-vittoria di Romano Prodi, Ezio Greggio
l’aveva data in apertura: «Sensazionale! Oltre 4 milioni di comunisti si sono recati alle urne e hanno votato un democristiano!». Sensazionale davvero. E tanto più la “maraviglia” si accresce, alla luce, ad esempio, di quanto i giornali raccontano sull’incontro avvenuto non più tardi di martedì 15 novembre presso l’Istituto Sturzo a Roma, in occasione della presentazione del nuovo libro di Pietro Scoppola: davanti, non per caso, a una platea – hanno diligentemente annotato i cronisti – «di vecchi e nuovi dc». Tra i quali, in veste di oratore, c’era pure Piero Fassino, che ha fatto un entusiastico quanto (sino a qui…) impensabile elogio della Dc, proprio lei, in carne ed ossa, la cara vecchia Balena Bianca. Non ci crederete, elogio della Dc: la cui cifra costante è stata sempre quella «di non lacerare la società, non spaccarla e non esasperare i conflitti e invece tenerla unita attraverso i valori, ma anche cercando soluzioni condivise per i problemi più complessi».
Non ci crederete, ma ha detto proprio così, chissà in che Paese è
vissuto il comunista pentito, ma soprattutto smemorato, di nome Fassino. La più bella ed eloquente chiosa al suo discorsetto forlanian-doroteo l’ha fatta la Rosy Bindi, mai così su di giri e felice: «Mi sembra di essere tornata indietro di venti anni». Anche noi. Fassino, ci farai morire democristiani?