Noticine 1 – Emma Bonino

Bene bravi bis. Dopo due giorni di parolone grandi come case, fiammeggianti, rutilanti – che so, libertà, laicità, libero stato in libera chiesa, teocrazia, concordato, democrazia, socialismo, occidente, oriente, amore e morte – in quel di Riccione i radicalidipannella là riuniti in congresso hanno finalmente svelato la vera sostanza di tanto clamore. Lo hanno fatto per bocca dell’ineffabile Emma Bonino, papale papale e senza giri di parole. Semplice chiaro: «Vogliamo tornare in Parlamento con una nostra pattuglia di qualche decina di cocciuti, testardi e insopportabili laici».
Tutto qui. Ecco dove il dente pannelliano duole tanto: le poltrone. Il mio regno per un seggio, un posto, va bene anche uno strapuntino, deh fateci la carità (e la Bonino è una vera specialista del ramo, pronta a saltar fuori in qualsiasi buco del mondo dove si possa piazzare “una carica per la Bonino”). Del resto, la questua non è degli ultimi tempi. Dura da quel giorno, da quelle non lontane elezioni politiche, che hanno visto i poveri radicalidipannella sul lastrico, bocciati in toto, lasciati fuori dal Parlamento a furor di popolo: quel giorno in cui non raccattarono nemmeno un seggio. Rimasti a secco, dolorosissimamente orfani del “posticino”.
Da allora è incominciato un pressante, fastidioso, implacabile accattonaggio, precipuamente via Radio Radicale, notte e giorno. Un vero estremo caso di accanimento terapeutico, al limite del sadico.
Imperterriti, sordi a ogni pietà e decenza, hanno giocato il tutto per tutto pur di ritornare là, sugli agognati (e sopratutto ben pagati) scranni. Di tutto: da Berlusconi a Budda, dai neocon alla Cia, soffiando sul fuoco di ogni focolaio di provocazione internazionale; tirando in ballo Tibet, Cina, Afghanistan, l’Iraq, Iran, Israele, Palestina, Cuba, Vietnam, Corea, Kosovo, Cecenia, ecc. Dovunque ci sia da aizzare, in senso amerikano, i radicalidipannella sono sempre lì, pronti, roboanti e anche deliranti (le due ore del discorso di Pannella al congresso di Riccione sono state al riguardo impressionanti…). Con il tono da salvatori (non richiesti) di tutte tutte le libertà universali nonché dell’intero genere umano. Ma sempre con l’occhio disperatamente fisso a quello, il posto, la poltrona, lo strapuntino.
La umiliante sceneggiata delle ultime regionali la ricordiamo bene: offresi radicalidipannella a destra e a sinistra, a Berlusconi e a Prodi indifferentemente, per noi pari son, in cambio si richiedono solo posti e prebende. Si sa come è andata a finire, nessuno ha raccolto la mano tesa, non se li è “presi” nessuno. Ora, con Boselli che si crede Robespierre e invece è solo Boselli, cercano disperatamente di entrare dalla finestra, visto che dalla porta non ce la fanno: trasformandosi, coniugandosi, transumanandosi. Che furbi. La rosa nel pugno, all’improvviso si scoprono di sinistra e persino quasi socialisti, tutt’uno con quel cuordileone di Boselli (fermi restando, beninteso, il liberismo spinto in economia e l’oltranzismo atlantico in politica estera); la Bonino addirittura candidata a futuro ministro degli esteri e lei che addirittura ci crede, prontissima come sempre alla “chiamata” (del posto). Rianimati, risorti, l’”acchiappo” in vista grazie all’escamotage Boselli gli ha dato nuova vita: moribondi, ridotti sul lastrico, sull’orlo della bancarotta e in paurosa astinenza di iscritti pur come sono.
Congratulazioni Boselli. Bello stomaco.