Non possiamo più attendere! – Luzzi 28 gennaio 2011

Pubblichiamo la relazione introduttiva svolta dal compagno Pietro Ciardullo ( giovanissimo vice segretario del Circolo PRC di Luzzi, Cosenza) al Convegno – organizzato dall’Associazione “ Marx XXI” – tenutosi a Luzzi il 28 gennaio scorso, dal titolo “ 1921- 2011. Ricostruire il Partito Comunista”, che ha visto la presenza – tra gli altri – dei compagni Oliviero Diliberto e Fosco Giannini

Care compagne e cari compagni, non possiamo più attendere, non si può più prescindere dalla costruzione di un più grande, unico, partito comunista; ce lo impone la fase, questo stesso contesto storico, ma ce lo chiede soprattutto il Paese, un Paese allo sbando, alla deriva sul piano economico, sociale, politico, cultural e morale La nascita della Federazione della Sinistra rappresenta un punto di partenza fondamentale verso il processo graduale di riunificazione che, auspico, deve trovare al più presto compimento. Da un verso la crisi economica, dall’altro la Repubblica del bunga bunga che oggi viviamo, ci fanno capire quanto profondo sia il bisogno della cultura e della prassi comunista in questa società. Questa esigenza oggettiva chiama in causa i nostri gruppi dirigenti, i movimenti e tutte le forze che si rifanno alla tradizione marxista e gramsciana per affrontare il presente e approcciarsi al futuro al meglio, mettendo in campo gli strumenti per ricongiungersi alla classe, al popolo, che oggi più che mai è solo, abbandonato a se stesso e senza prospettive.

E’giunta l’ora, compagni e compagne, di unire le forze e di rispondere da comunisti ai disagi degli sfruttati e degli oppressi, a cominciare dalla nostra Calabria. Dobbiamo avere la capacità di ricongiungere la storia e i movimenti delle forze di matrice socialista e comunista italiane ( sconfitte nel nostro Paese in questa fase storica) alle esperienze vincenti nel mondo, dall’America Latina alla Cina. Le condizioni oggettive per il rilancio di una forza comunista di quadri con una linea di massa vi sono tutte; a mancare sono quelle soggettive, per questo è necessario accelerare il processo di unificazione dei comunisti, soprattutto ora che la crisi si sta manifestando in tutta la sua crudeltà sociale e virulenza politica.

Lo scorso inverno ho avuto la fortuna di partecipare ( con altri due compagni di Luzzi, Camillo Borchetta e Luciano Altomare) alla conferenza nazionale dei Giovani Comunisti, conferenza che si è su articolata su tre concetti, tre punti che ritengo fondamentali per rilanciare l’azione dei comunisti: Unità, Radicamento, Conflitto. L’unità delle forze comuniste e di sinistra è il primo punto da affrontare; in seconda battuta il radicamento: ecco, se c’è una cosa che i comunisti debbono imputarsi in questi anni è proprio l’aver perso il radicamento sul territorio, che da sempre era stato il loro fiore all’occhiello, il senso profondo dei comunisti, che debbono essere legati alla classe e alla società; infine il conflitto, un conflitto sociale di cui, oggi più che mai, si sente il bisogno: essere alla testa delle lotte, sorreggerle e sollecitarle. Io penso che i comunisti e la sinistra italiana debbano ripartire dalla grande lezione che ci hanno dato gli operai di Mirafiori, a tutti quelli, e sono maggioranza, che hanno detto No al ricatto di Marchionne. Ripartiamo da loro, dai lavoratori, dagli studenti in lotta, dalle classi sociali più deboli; c’è bisogno di una sinistra che non sia vincolata ai poteri forti di questo Paese, alle banche, alle assicurazioni, al Marchionne di turno. I tempi sono maturi per la creazione sia di un Partito comunista che – conseguentemente – di un grande fronte di sinistra anticapitalista, una sinistra che si faccia portavoce delle problematiche dei lavoratori, degli studenti, degli ambientalisti, facendone un motivo comune di lotta. Una sinistra anticapitalista che abbia come cuore pulsante un Partito comunista unito, di lotta, di classe, antimperialista e internazionalista.

C’è bisogno dei comunisti per combattere le disuguaglianze sociali che si sono venute a creare nel nostro Paese. C’è bisogno del Partito comunista per difendere la nostra Costituzione, perché torni il diritto fondamentale di ogni cittadino, quello di essere uguale di fronte alla Legge.

C’è bisogno dei comunisti per garantire a tutti l’istruzione, un’Istruzione Pubblica che si basi sulla meritocrazia. Serve un Partito comunista affinché una ragazza della nostra generazione non abbia come prospettiva ideale quello di fare la velina e poi, magari, cercare i soldi facili vendendo il proprio corpo a vecchi porci mafiosi, che con i loro soldi pensano di avere qualsiasi diritto e qualsiasi privilegio. C’è bisogno del Partito comunista per dare la possibilità agli elettori di scegliersi autonomamente i propri rappresentanti nelle istituzioni. Servono i comunisti per combattere i padroni come Marchionne, che si approfittano della disperazione dei lavoratori, mettendoli di fronte a scelte di vita drammatiche, con lo squallido strumento del ricatto. Bisogna combattere questi sfruttatori che aumentano i loro capitali sulle spalle e col sudore di quegli operai che lavorano a ritmi frenetici e massacranti per 10 o più ore al giorno per un tozzo di pane, senza alcun diritto, garanzia e soprattutto senza sicurezza (ricordiamoci in ogni istante quanti sono gli incidenti mortali, e non solo, sul lavoro!).

C’è bisogno dei comunisti perché in un paese civile due persone che condividono una vita insieme , anche se non legati da alcun vincolo, abbiano pari diritti e pari dignità di fronte alla Legge.

Serve un Partito comunista per educare le persone alla tolleranza e al rispetto verso il prossimo, al di là della razza, della religione e delle scelte sessuali. Dobbiamo far capire a quel pezzo d’Italia che lo ignora che l’immigrato è una risorsa per il Paese e un immigrato che delinque è come un italiano che delinque, quindi occorre distinguere tra persone oneste e disoneste e non tra italiani e stranieri.

C’è bisogno dei comunisti, perché i soldi dello Stato non vengano usati per finanziare orrende missioni di guerra, dove a perdere la vita sono i nostri soldati e migliaia di civili tra uomini, donne e bambini (nel silenzio dei media occidentali), ma questi soldi vengano investiti in ricerca, nella sanità pubblica, nell’istruzione pubblica, come fanno a Cuba, dove è stato scoperto il primo vaccino terapeutico contro il tumore al polmone. C’è bisogno di un’organizzazione comunista forte, coesa, che dia il coraggio per combattere anche nei territori dove è più alta la paura: c’è bisogno di un Partito così nella nostra Calabria, per combattere a viso aperto contro la mafia, per un impegno che solo una grande passione civile, trasformatrice, densa di futuro rivoluzionario può sostenere !

C’è bisogno dei comunisti per non dimenticare. Non dimenticare il 27 Gennaio 1945. Non dimenticare la lotta per la Liberazione , non dimenticare il sacrificio dei partigiani, non dimenticare le angherie e i crimini del regime fascista. Finché ci sarà un solo comunista in questo Paese non si permetterà mai, mai a nessuno, di revisionare la nostra storia, tanto meno a dei fascistelli di nuova generazione che vorrebbero oscurare la verità portando alla luce falsi storici come le foibe, ridimensionando le efferatezze del regime fascista e infangando la memoria di chi per la nostra libertà ha dato la vita.

Vogliamo un Partito comunista ed una sinistra di classe che dicano no al nucleare, no al ponte sullo Stretto, no agli inceneritori e dica si, invece, alle energie rinnovabili, un Partito comunista ed una sinistra di classe che facciano della lotta all’evasione, all’elusione e all’inasprimento fiscale sulle grandi fortune il primo punto in agenda.

Concludo, approfittando della presenza dei prestigiosi compagni che sono a questo convegno, chiedendo a tutti i presenti di adoperarsi in ogni modo per la ricostruzione di un più grande Partito comunista, lo chiedo soprattutto ai compagni Oliviero Diliberto e Fosco Giannini che da anni si battono con tutte le loro forze per realizzare questo sogno della nostra gente, dei giovani calabresi, della parte più cosciente dei lavoratori e del nostro popolo.