«Non possiamo che ritornare in piazza»

La prima manifestazione antiproibizionista si tiene il 9 e il 10 aprile. Non tutti i militanti dei movimenti antiproibizionisti amano particolarmente le urne e pochi hanno grande fiducia nelle politiche dell’Unione in tema di stupefacenti, ma nessuno ha dubbi: mandare via questa maggioranza è la precondizione indispensabile per fare carta straccia di questa legge e di queste allucinanti tabelle, altrimenti saranno tempi durissimi. Votare però potrebbe non bastare, anche in caso di vittoria. Innanzitutto perché ora che ci sono le tabelle la legge è fatta e fin da subito può colpire migliaia di consumatori. Per questo se il centrosinistra vincerà dovrà agire molto in fretta e le prossime manifestazioni antiproibizioniste avranno più che mai l’obiettivo di trasformare le parole pronunciate in campagna elettorale in fatti concreti.
«E’ vergognoso che abbiano approvato le tabelle a una settimana dal voto», è arrabbiato e preoccupato Daniele Farina, candidato del Prc e portavoce del Leoncavallo dove pochi giorni fa si è tenuta una ben riuscita festa della semina. «Hanno utilizzato questa legge in campagna elettorale senza che si potessero vedere gli effetti nefasti che produce. Anche facendo di corsa passeranno mesi prima che il nuovo governo e il nuovo parlamento possano essere operativi e che la legge possa venire abrogata. Temo invece che ben presto vedremo casi eclatanti e tragici di ragazzi in galera come accadeva spesso tra il ’90 e il ’93 quando era in vigore la punibilità dei consumatori. Decine di migliaia di persone sono da oggi sotto minaccia». E per questo il cartello ConfiniZero e il movimento di Massa Antiproibizionista (Mdma) stanno cercando di correre ai ripari rafforzando i loro servizi legali. Le tabelle sono così fuori dal mondo che nessuno ha più molta voglia di aggiungere commenti. A questo punto la legge è fatta ed è il momento di agire. In difesa, per quanto possibile, finché la destra governa. Poi, se le elezioni andranno come devono, si spera di poter passare al contrattacco.
Le richieste dei movimenti all’Unione in caso di vittoria sono chiare: abolire il più velocemente possibile la Fini-Giovanardi, magari con un decreto d’urgenza nei primissimi giorni di governo, poi indire entro la fine del 2006 la Conferenza nazionale sugli stupefacenti che avrà il compito di porre le basi per realizzare una nuova legge che riveda anche gli aspetti repressivi della legge 309/90 in vigore fino a due mesi fa.
Il primo appuntamento è in programma a Roma il 6 maggio per la sesta edizione italiana della Million Marijuana March. La parata si svolgerà in contemporanea in 200 città di tutto il mondo per chiedere la depenalizzazione della coltivazione e del consumo per uso terapeutico della marijuana. In Italia però avrà un valore aggiunto. «Bisogna che quello che è stato scritto nel programma elettorale dell’Unione non rimanga sulla carta – spiega Mefisto che da anni organizza la marcia – questo è il ruolo dei movimenti e noi ci faremo sentire. Non mi faccio illusioni, ma prima di tutto ci vuole un governo dialogante».
Bisogna però che nell’Unione non siano tutti come Sergio Cofferati che continua ad opporsi alla Street parade antiproibizionista in programma il prossimo 24 giugno a Bologna. Pur di impedire la parata Cofferati ne ha fatto una questione di uscite eccessive per il bilancio comunale. La manifestazione non si può fare perché il comune spenderebbe troppo per pulire le strade dopo il corteo.
Non resta che sperare che da qui al 24 giugno ci sia tutto un altro governo, che sia più dialogante del sindaco di Bologna e che abbia già provveduto a cancellare questa legge e queste tabelle.