Non perdere più tempo: i comunisti e la sinistra

* segreteria PdCI

Abbiamo perduto, in maniera netta.
Bassa affluenza al voto che ha colpito anche la sinistra, da SEL alla Federazione della sinistra (Pdci-Prc).
Dopo due anni di scandali, di inchieste giudiziarie, l’ombra della mafia sul governo e soprattutto unaterribile crisi economica che ha bruciato centinaia di migliaia di posti di lavoro, la destra è stabilmente al governo, anzi si consolida. Esiste un poderoso blocco sociale, segnato da una profonda cultura reazionaria, che vota a destra a prescindere da candidati, idee e programmi. Sistema economico-imprenditoriale, finanza, gerarchie ecclesiastiche, piccola, media borghesia, ceti produttivi, sono i segmenti di questo blocco sociale.
Il controllo pressoché totale dell’informazione rappresenta infine l’ultimo tratto che induce a scorgere una forte analogia con il regime fascista definito da Palmiro Togliatti un regime reazionario di massa: la torsione autoritaria che ha subito il modello istituzionale italiano e sociale è stata accompagnata e ancora sostenuta da un consenso larghissimo anche tra gli strati popolari.
La Federazione della sinistra ha perduto 300.000 VOTI, così come SEL. La Federazione della sinistra ha mancato un appuntamento essenziale perché ancora imbrigliata dalle dinamiche interne che hanno impedito che si potesse dispiegare a sinistra un progetto politico che compensasse la deriva moderata del PD e aprisse una nuova prospettiva di ricostruzione della sinistra. Adesso abbiamo lasciato anche l’ultima spiaggia e il mare è in burrasca e il tempo a disposizione è quasi finito, bruciato e non può attendere 8 mesi per svolgere un congresso costitutivo. Perciò la delegazione del Pdci ribadirà (domani) al Consiglio politico della Federazione della sinistra la necessità della costituzione di un solo partito comunista (grottesca, oggi ancor più di ieri l’esistenza di due piccoli partiti comunisti): non ce ne vogliono due o tre o quattro, ma uno solo e più solido. Il Pdci è pronto, ma Prc? Nell’attesa della eventuale maturazione dentro il gruppo dirigente del Prc di questa proposta, diventa essenziale accelerare sulla strutturazione della Federazione da compiersi entro l’estate (luglio), per avviare quindi una stagione di lotte con le altre forze di sinistra e progressiste.
Nel frattempo chiudere le stanze di partito e andare (per restarci) in strada, in piazza, nei luoghi di lavoro, della formazione, nei mercati per sostenere la più grande e decisiva stagione di lotta referenderaia su Acqua, Nucleare e legge 30.

NB. A scanso dei soliti equivoci e per evitare le solite fastidiose litanie, preciso che:
1) il PDCI NON SI SCIOGLIE (salvo l’accettazione da parte di Prc della proposta di riunificazione dei due partiti);
2) il PDCI RINNOVERA’ I SUOI GRUPPI DIRIGENTI;
3) il PDCI HA UN SEGRETARIO CHE SI CHIAMA OLIVIERO DILIBERTO, CHE SUPERATO L’INCIDENTE, TRA QUALCHE SETTIMANA TORNERA’ IN CAMPO A GUIDARE IL PARTITO E IL PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA CON PIU’ DETERMINAZIONE DI PRIMA.