«Non c’è politica industriale»

INTERVISTA
Rinaldini (Fiom): la vertenza Fiat riguarda tutto il paese
Manifestazione a Roma, le richieste della vigilia I segretari generali di Fim e Fiom chiedono all’esecutivo un impegno per salvare la Fiat

Domani mattina arriveranno a Roma da tutta Italia. I metalmeccanici dipendenti del gruppo Fiat, ma anche quelli della «filiera dell’auto» in generale, ormai convinti che ci sia bisogno di uno sforzo eccezionale del paese – non della famiglia Agnelli e del management del Lingotto – per conservare in Italia la produzione automobilistica. E’ una manifestazione unitaria, che conferma una tendenza a superare le divisioni degli scorsi anni. Un successo che premia la tenacia della Fiom-Cgil e il suo segretario nazionale, Gianni Rinaldini.

Questa manifestazione di domani è stata convocata per chiedere un impegno per «salvare la Fiat» A chi è rivolto?

La manifestazione si rivolge sia all’azienda che al governo. Il problema è che allo stato attuale non esiste alcun piano industriale credibile. L’unico sul tavolo è quello relativo al 2005, che prevede cassa integrazione e una produzione inferiore a quella del 2004. Non a caso, dal 21 marzo, Termini Imerese andrà in cassa integrazione per cinque mesi. In questa logica – limitata alla sola riduzione dei costi, senza alcuna prospettiva per il futuro – le aziende dell’indotto sono quelle che pagano un prezzo addirittura superiore, con chiusure una dietro l’altra.

A proposito di cassa integrazione: sono stati annunciati proprio oggi (ieri, ndr) nuovi turni di cassa, in aprile, per Mirafiori, Pomigliano e Cassino.

Oramai è evidente. Siamo di fronte a un problema che va ben oltre una semplice vertenza sindacale, ma che sta diventando decisivo per la struttura industriale del paese: è in gioco il futuro del settore auto. Per questo pensiamo che sia maturo il coinvolgimento del governo.

Per la manifestazione di domani, la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Torino si sono offerti di coprire parte delle spese. Che significato ha questa partecipazione?

In questa manifestazione si preannuncia la presenza non solo di migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici, ma anche delle istituzioni locali; in misura visibile e rilevante, con tanto di gonfaloni. E’ un elemento certamente positivo, che non era affatto scontato fino a poco tempo fa. E certamente dà più forza alla necessità di aprire un tavolo che veda presenti tutti i soggetti coinvolti, amministratori del territorio compresi. Perché la crisi Fiat si trascina dietro quella di tutta la filiera del settore auto. Basta guardare a Termini Imerese, dove sta chiudendo un’azienda dopo l’altra.

Anche il governatore forzista del Piemonte, Enzo Ghigo, sembra si stia convincendo della necessità di un intervento dello stato nella crisi – e nella proprietà – Fiat.

Il presupposto di qualsiasi ragionamento è il rilancio del settore auto. Per riuscirci occorre un recupero eccezionale del terreno perduto sul piano della politica industriale, completamente abbandonata in questi anni. Occorrono più ricerca, innovazione tecnologica, nuovi modelli da immettere in produzione e sul mercato. Per farlo serve un’iniezione massiccia di risorse. Negli ultimi anni ci sono state grandi trasformazioni nel settore auto, e il futuro possibile sembra proprio quello dell’auto eco-compatibile. Mobilitare queste risorse è il compito del governo. Esistono altre soluzioni? Bene. Vengano trovate e indicate. Ma così non si può andare avanti. Sono percorsi che abbiamo già visto, ad esempio nel settore dell’informatica. Per anni l’Olivetti è stata smantellata e venduta pezzo dopo pezzo. Fino alla chiusura finale.

Arese sembra lo stabilimento con il futuro più nero. Ne viene data per scontata la chiusura?

Non la diamo per scontata affatto. Lì ci sono ancora migliaia di lavoratori. Il problema vero è stato fin qui il completo disimpegno da parte della Fiat.

Che previsioni fai sulla quantità dei partecipanti alla manifestazione?

Dalle notizie che abbiamo, saremo di fronte a una manifestazione che vedrà a Roma i dipendenti della Fiat, delle tantissime aziende dell’indotto e anche della Powertrain (la società in joint venture con General Motors, specializzata in motori e cambi; ndr). Sono stati organizzati tre treni speciali; due da Torino e uno da Termini Imerese. Più decine e decine di pullman dalle sedi più vicine. Saremo tanti. E ci dovranno vedere.