No del Prc alla legalità di Cofferati

Sergio Cofferati presenta in giunta il suo ordine del giorno sulla legalità, ma Rifondazione lo boccia. La maggioranza è a un passo dalla crisi, ma la resa dei conti viene rinviata. Se ne riparlerà tra sette giorni, sempre in giunta. C´è ancora margine per una mediazione, almeno di questo sono convinti i Ds: il segretario Salvatore Caronna lavora per tenere insieme la coalizione. Missione complessa. Il leader del Prc Fausto Bertinotti, per commentare il caso Bologna, arriva ad evocare gli scontri che stanno infiammando la periferia di Parigi. «Attenzione, la crisi sociale è drammatica, e ciò che sta avvenendo in Francia non è poi così lontano».
Il sindaco di Bologna ha distribuito ieri il suo testo agli assessori. «Rifletteteci» è stato il suo invito. Una cinquantina di righe definite “virtuose” dall´assessore alla Cultura Angelo Guglielmi. I punti considerati intoccabili sono evidenziati in neretto. Per Cofferati le leggi vanno cambiate in parlamento, un´amministrazione «deve agire per correggere gli effetti negativi o non desiderati delle leggi, ma non può accettare la loro violazione come prassi politica». Ancora: «L´illegalità, qualunque sia la ragione che la determina, non può trovare giustificazione». E basta con le occupazioni di case, se ci sono problemi vanno risolti «nel rispetto della proprietà pubblica e privata come in quello dei diritti degli utenti». Vi è pure una distinzione in fatto di accoglienza di immigrati, «politiche che non devono essere attivate indistintamente, ma devono essere assicurate alle persone che ne che hanno diritto». A Rifondazione non basta il giudizio sulla Bossi-Fini «incoerente e negativa». Il segretario del Prc Tiziano Loreti, sentito al telefono Bertinotti, è duro, ma si corregge. Così la proposta del sindaco che per il Prc «serve solo a dare copertura agli sgomberi» viene definita prima «irricevibile», poi «inaccettabile» e nell´ultima stesura del comunicato «palesemente ambigua». Nessuno vuol tirare troppo la corda. Per il momento dunque sindaco e Prc continueranno a vivere da separati in casa. L´uomo in giunta di Rifondazione, Maurizio Zamboni, non commenta davanti alle telecamere, ma con i suoi si sfoga, «è una provocazione». «Non rompiamo, non usciamo dalla maggioranza. Se qualcuno vuol farci fuori lo dica» dichiara il capogruppo del Prc in Comune Roberto Sconciaforni. Ma un altro consigliere di Rifondazione, Valerio Montenventi, leader dei no global, non voterà più le delibere della giunta. «Cofferati vuol solo gente in ginocchio» dice. In serata più di 500 no global si sono radunati in Comune per l´annunciata e pacifica manifestazione di protesta. Assemblea al piano nobile, alla quale ha partecipato anche Zamboni: «Chiamatemi Maurizio e non assessore». La Procura intanto ha indagato 34 persone dopo gli scontri di piazza di otto giorni fa davanti al municipio. Per Antonio Di Pietro (Idv) è giunto il momento che l´Unione a livello nazionale affronti il tema delle legalità «dopo la posizione presa dal Prc contro Cofferati». Da Venezia, il sindaco Massimo Cacciari commenta: «Cofferati? Avrà i suoi buoni motivi».