Mussi: accelerare la ricerca di unità

Da soli non si combina molto. Soprattutto quando la sfida è di considerevoli dimensioni: «Se vogliamo difendere il bipolarismo, una delle poche cose buone acquisite dal nostro sistema politico, dobbiamo costruire una sinistra unitaria, che stringa una forte alleanza con il nascente Partito democratico». Fabio Mussi non ha dubbi: se il processo di innovazione politica avviato da Sinistra democratica, Rifondazione comunista e Sdi non avrà successo, si prospetta una deriva di «ipotesi trasformistiche e alleanze variabili». Ieri a Milano per un incontro organizzato dalle tre forze della sinistra di governo, in occasione della presentazione del libro di Aldo Garzia, Olaf Palme, vita e assassinio di un socialisti europeo (Editori Riuniti), il ministro dell’Università ha delineato la propria agenda dei prossimi mesi. Ovvero l’accelerazione di un processo che il Pd ha reso inevitabile: «Io lavoro per unificare a sinistra una vasta area, che va ben oltre i confini del Novecen-to.nessuno deve alzare le proprie bandierine identitarie, non stiamo discutendo tra membri della Seconda e della Terza Inter-nazionale. C’è una grande discussione in corso, il movimento cresce, ora bisogna dargli una prospettiva». Quella appunto di «una sinistra forte che si allei con il Partito democratico di Veltroni». Per il leader in pectore del Pd, Mussi ha riservato parole di stima: «Lui può salvare il salvabile. Il Pd era una nave lanciata contro gli scogli e destinata ad affondare. Sono contento, spero che ce la faccia. Se c’è qualcuno che può salvare qualcosa è lui».
L’avvento del sindaco di Roma ha reso comunque urgente la compiuta definizione della sinistra democratica. Non a caso Mussi Sta girando l’Italia, spesso per dibattiti e iniziative congiunte con Rifondazione e con lo Sdi: Orvieto, Genova, Viterbo, Napoli e, ovviamente, Milano. Ma senza farne un terreno perduto da riconquistale, perchè «il voto ha dimostrato che per il centrosinistra ci sono una questione settentrionale, una questione meridionale e una questione centrale. L’elezioni sono andate male dappertutto». Faccenda impegnativa dunque. Ma l’appoggio di Rifondazione comunista è convinto: «Vogliamo costruire un processo unitario a sinistra – ha affermato il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore – per recuperare le idee forza che hanno costruito la sinistra europea: il pacifismo, un nuovo modello di sviluppo e la democrazia fondata sull’uguaglianza».
Molto più prudente invece Ugo Intini dello Sdi: «L’interlocuzione con la sinistra orgogliosa delle sue radici è utile, ma serve chiarezza: chi si riconosce nella sinistra europea è un interlocutore ma appartiene a un’altra famiglia. Si tratta dunque di interlocuzione fra alleati».