Muore nel cantiere sequestrato

Nuova serie di morti bianche: un edile perde la vita in una ditta che lavorava nonostante i sigilli. Un giovane tunisino muore a Foggia. Nove feriti a Ravenna nell’esplosione di una fabbrica chimica
Non si ferma la tragica serie di morti e feriti sul lavoro. Ieri alcuni incidenti particolarmente gravi: un morto a Salerno, un ragazzo di soli 21 anni, caso «simbolico» perché il cantiere dove lavorava era già stato sequestrato, ma comunque era in piena attività. Abusiva, ovviamente. Nel foggiano, in una cava di marmo, ha perso la vita un tunisino di 22 anni. A Ravenna, l’esplosione della Polimeri Europa, una fabbrica chimica, ha causato il ferimento di 9 operai, per fortuna non in pericolo di vita. Infine, un infortunio a Roma: un operaio di 29 anni che scaricava rotoli di metallo in un’azienda situata in località Patrica, è stato travolto: è stato trasportato in elicottero al San Camillo di Roma. versa in condizioni gravi.
Partiamo dall’infortunio di Salerno, avvenuto, come si è detto, all’interno di un cantiere già sequestrato per irregolarita. Massimo Raffaele Pisacane, ventunenne di Poggiomarino (Napoli), è morto a seguito del crollo di un balcone di cemento della lunghezza di 12 metri e largo uno e quaranta. L’infortunio mortale è accaduto a Pagani, in provincia di Salerno, in un cantiere dove erano in corso i lavori abusivi di ristrutturazione di una palazzina a un piano. Già nei giorni scorsi la polizia municipale di Pagani aveva riscontrato irregolarità nella costruzione e aveva apposto i sigilli al cantiere. Ma i lavori sono proseguiti abusivamente e ieri si è verificata la tragedia: il giovane è stato colpito e schiacciato da un grosso balcone che si è staccato dal primo piano dell’edificio. La proprietaria della palazzina a un piano, un’anziana donna di Poggiomarino, di cui non sono state fornite le generalità, era stata già denunciata per abusivismo nei giorni scorsi. I vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno con l’ausilio di una gru hanno potuto recuperare il cadavere del giovane operaio edile.
A Foggia è morto Salim Bedoui, di 22 anni: era intento alla manutenzione di un nastro trasportatore dell’impianto di frantumazione di una cava, nelle campagne di Lesina. Sarebbe rimasto incagliato nel nastro e dunque travolto. Salim viveva in Italia da tre anni, si era trasferito con i suoi genitori dalla Tunisia ed era in possesso del permesso di soggiorno. Le segreterie provinciali della Cgil e della Fillea Cgil, della Cisl e della Filca hanno espresso cordoglio per la morte dell’operaio. Nelle piccole e medie aziende della Capitanata mediamente sono 17 gli infortuni quotidiani registrati dall’Inail, oltre 6.300 in un anno, circa 5 mila nel comparto dell’industria. Un dato – sottolinea la Cgil – che non tiene conto della larga fascia di nero e sommerso che sfugge alle statistiche e che l’Inail stima in un ulteriore 25% rispetto al dato ufficiale. Nell’ultimo triennio, prosegue il sindacato, è in crescita anche il numero delle morti sul lavoro, passate dalle 11 del 2003 alle 12 del 2004, fino alle 20 del 2005.
A causare l’esplosione alla Polimeri Europa di Ravenna, sarebbe stata una fuga di esano, solvente frequentemente utilizzato nelle lavorazioni dell’industria. Diveris operai, al momento dell’esplosione, erano occupati in lavori di manutenzione in fabbrica: l’esano avrebbe innescato una fiammata, poi finita parzialmente addosso a 8 operai, provocando ustioni. Un nono operaio si è rivolto al Pronto soccorso in un secondo momento, accusando un malore. Le condizioni degli operai per fortuna non destano particolari preoccupazioni, secondo i sanitari.