Minori, 126 milioni lavorano in attività pericolose

Focalizzare l’attenzione sullo sfruttamento del lavoro minorile. Adottare un Piano d’azione nazionale per studiare e combattere il fenomeno, in ottemperanza alla ratifica della Convenzione “Ilo 182” e alla relativa raccomandazione “Ilo 190”.
Coinvolgere tutte quelle realtà impegnate contro lo sfruttamento dell’infanzia per riportarlo all’interno del nuovo Tavolo sul Lavoro Minorile dell ministero del Solidarietà Sociale.

Queste le principali raccomandazioni di “Save the Children” rilanciate, all’indomani della Giornata Mondiale per l’Infanzia e dell’appello dell’Ilo contro lo sfruttamento e la violenza nel lavoro minorile, durante un seminario svoltosi ieri presso l’Università Cattolica di Milano in collaborazione con Cesvi e Mani Tese.

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel mondo sarebbero ben 218 milioni i minori tra i 5 e i 17 anni che lavorano. Di questi, ben 126 milioni di minori sarebbero coinvolti in attività pericolose. Il fenomeno dello sfruttamento riguarda molto da vicino l’Italia, dove, secondo i dati Istat, su 144.285 bambini tra i 7 e i 14 anni che sarebbero economicamente attivi, ben 31.500 sono da considerarsi sfruttati. Secondo i dati della Cgil invece il numero di minori coinvolti nel lavoro minorile è di circa 300.000.

Save the Children recependo quanto previsto dall’art. 32 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ricorda che ogni Paese deve riconoscere «il diritto del minore a essere protetto da forme di sfruttamento economico e da forme di lavoro nocive o che possano interferire con la sua educazione e con il suo sviluppo psico-fisico».

L’Italia, prosegue l’associazione, con la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza e la successiva ratifica nel 2000 della Convenzione “Ilo 182”, si è impegnata a prevenire e a combattere le forme peggiori di sfruttamento del lavoro minorile.

La Convenzione Ilo 182 e la Raccomandazione 190 Ilo ad essa allegata prevedono, per i paesi che la ratificano, lo strumento del Piano d’azione per prevenire e combattere le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile, che l’Italia non ha ancora adottato.

Tale strumento è un mezzo di fondamentale importanza per sviluppare strategie efficaci e partecipate per affrontare il fenomeno, partendo dalla raccolta e sistematizzazione dei dati per giungere a programmi concreti ed efficaci e a misure legislative adeguate.

«Riteniamo sia d’estrema importanza riportare l’attenzione su questo tema e che sia giunto il momento, anche in seguito ai segnali positivi lanciati dal Ministero della Solidarietà Sociale, di riprendere approfonditamente il dibattito, proprio a partire dall’adozione del Piano d’Azione Nazionale», ha sottolineato Carlotta Sami, direttore dei Programmi di Save the Children Italia.

«Le varie organizzazioni impegnate su questa tematica, seppur con posizioni ed approcci differenti» continua Carlotta Sami «stanno rilanciando il dibattito in Italia, che ci auguriamo possa proseguire all’interno del nuovo Tavolo sul Lavoro Minorile che il Ministero del Solidarietà Sociale sta consolidando, chiedendo di diventarne parte integrante per poter contribuire alla definizione di progetti concreti contro lo sfruttamento dell’infanzia».