Ministro Martino, davvero sta trattando con gli Usa?

L’arcipelago della Maddalena è uno dei luoghi più belli del mondo. Il verde, l’azzurro del suo mare, la sabbia, le rocce, i tramonti, le piccole cale magiche, radiose, struggenti, l’odore del mirto. Nessuno riuscirà mai a spiegare perché a un certo punto, poco dopo la metà del secolo scorso, quando la guerra era finita da 25 anni, questo paradiso fu deturpato da un insediamento militare americano e inquinato dalla presenza dei sottomarini atomici. Gli abitanti dell’isola dicono che da quando ci sono le bombe atomiche, sono aumentati i tumori e i casi di bambini malformati. Tutto questo è avvenuto sotto l’enorme responsabilità dei governi democristiani dell’epoca – il premier era Andreotti, il ministro della difesa Franco Restivo – che non avevano nessuna idea di quanto valesse per l’Italia il proprio patrimonio ambientale, e in compenso avevano un’idea spropositata dei loro doveri di sudditanza nei confronti degli Stati Uniti d’America.
Oggi siamo entrati in possesso di questo nuovo documento, veramente allarmante, che ci dice una cosa semplicissima: gli americani intendono moltiplicare per dieci la loro presenza alla Maddalena, azzerando il valore turistico e ambientale dell’arcipelago (che è parco nazionale) e trasformando tutto in un insediamento di uomini armati.

Tre domande: prima, al ministro Martino: è vero che sta trattando segretamente, come sembra di capire dal documento, la cessione dell’isola ai marines?

La seconda a Berlusconi: intende intervenire in qualche modo per impedire la realizzazione di questo progetto sciagurato? La terza al centrosinistra: si impegna, se vincerà le elezioni, a strappare la Maddalena agli americani e renderla di nuovo un’isola disarmata e denuclearizzata, come impone non l’ideologia pacifista ma semplicemente il buonsenso?