Militari assolti dai blog

Bene, bravi, bis. Blog, forum e sondaggi telematici approvano, plaudono, rivendicano il pestaggio di Sassuolo filmato da un videotelefonino e finito su alcuni siti web. Il tribunale della rete assolve con formula piena i due carabinieri che la mattina del 19 febbraio sono saltati sopra (letteralmente) a un marocchino ubriaco, in mutande e riottoso all’arresto. «Nessun abuso di potere, solo un arresto in piena regola. In America gli avrebbero sparato addosso per molto meno», scrive uno su Kataweb. Solo il 18% dei partecipanti al sondaggio (per fortuna non scientifico) di Quotidiano.net ritiene che i due carabinieri abbiano «passato il limite» e che l’Arma abbia fatto bene a trasferirli cautelativamente a Bologna. A Sassuolo, invece, si raccolgono firme per farli tornare presto. Raccolta decollata prima che il panzer leghista Borghezio piombasse nella capitale della piastrella a suggerire l’idea. Proteste e lamentele contro gli immigrati che «spadroneggiano» alla Braida, la zona del pestaggio descritta come off limits, durano da un pezzo.

«L’Arma dei carabinieri non ha nulla da nascondere», garantisce il ministro dell’interno Pisanu, «ha provveduto subito ad aprire un’inchiesta e se ci saranno provvedimenti da prendere, certamente li prenderà». In effetti, anche volendo, «nascondere» non si può, visto che la scena è stata immortalata da un altro marocchino munito di videotelefonino. L’originale del filmato è in mano alla procura della repubblica di Modena che sta indagando sull’episodio. Al momento, i due carabinieri e il poliziotto che li aveva chiamati di rinforzo non sono indagati. Il marocchino picchiato è stato velocemente condanno a sei mesi di carcere per «resistenza» all’arresto. L’avvocato Enrico Aimi, difensore dei due carabinieri e consigliere regionale di An, sostiene che il filmato mostra solo le «concitate fasi finali» di un arresto «complicatissimo» durato una ventina di minuti. Il marocchino era «scatenato», era ammanettato «solo ad un polso», in circostanze simili «non si poteva fare diversamente, l’uso della forza è legittimo».

Il ministro Giovanardi (Udc) supera l’avvocato in verve difensiva: i carabinieri hanno lottato «a mani nude» per immobilizzare «un energumeno ubriaco, recidivo, violento, pericoloso». Farlo passare «per vittima» supera ogni limite. Isabella Bertolini per Forza Italia e Andrea Ronchi per An schierano i rispettivi partiti «a fianco» dell’Arma dei carabinieri.

La campagna elettorale ottunde le reazioni del centrosinistra, ligio anche in tempi normali alla dittatura securitaria. I commenti, in genere, sono esercizi di cerchiobottismo. «La magistratura faccia chiarezza sull’episodio, ma nessun passo indietro nella difesa della legalità», dice la Margherita di Modena. «La legge non ammette abusi, soprattutto da chi deve farla rispettare», esordiscono i segretari dei Ds di Sassuolo e Modena, «ma gli immigrati isolino i clandestini e denuncino chi delinque». Vasco Errani (Ds), presidente della Regione Emilia Romagna, cerca di limitare i danni: «Il gravissimo episodio di Sassuolo non deve fornire il pretesto per atti d’intolleranza». Strumentalizzare l’accaduto è quel che vorrebbe «le teste più calde». Amministratori e cittadini devono fare l’esatto contrario, «lavoriamo insieme contro la violenza e la pacifica convivenza». Aly Baba Faye, responsabile immigrazione della Quercia, paventa che lo «spettacolo del pestaggio alimenti la sindrome di Abu Ghraib» e gonfi l’idea malsana dello scontro di civiltà. Per questo vanno accuratamente evitate «strumentalizzazione politiche e speculazioni elettoralistiche». Per Paolo Cento, tra i pochi non cerchiobottisti, «il video choc documenta un fatto grave, indegno di un paese civile. Il parlamentare verde mette a disposizione il suo blog (www.paolocento.it) come spazio di riflessione e di confronto su quanto è accaduto a Sassuolo.