Milioni di lavoratori hanno partecipato alla giornata di lotta organizzata dai comunisti indiani

*Traduzione a cura de l’Ernesto Online*

Violente cariche contro i manifestanti a Nuova Delhi. 50.000 i fermati dalla polizia, tra cui il segretario generale del Partito Comunista dell’India (Marxista), Prakash Karat.

Più di 100 milioni di indigenti

Il numero degli indiani che vivono sotto il livello di povertà è cresciuto di oltre 100 milioni. Secondo i dati ufficiali, tra il 2004 e il 2009 il totale dei miserabili nel paese è salito da 300 milioni agli attuali 410 milioni.
Sempre secondo le statistiche del governo, il tasso di povertà è cresciuto in modo significativo, toccando, ora, il 37,2% della popolazione, più di cinque punti percentuali rispetto a cinque anni fa.
In India il limite della povertà è calcolato sulla base di un valore che include i bisogni nutrizionali giornalieri. In questo contesto, si valuta che tra un quarto e un terzo del totale degli indigenti del mondo si trovino in questa nazione. L’inflazione sui prezzi degli alimentari si aggira, in media, attorno al 17%.
Le agenzie umanitarie, da parte loro, segnalano che solo l’uno per cento del bilancio dell’India è destinato all’assistenza della salute pubblica.

Milioni in lotta

Di fronte alla situazione drammatica che vivono i lavoratori e la popolazione indiana, i partiti del Fronte di Sinistra, tra i quali si distingue il Partito Comunista dell’India (Marxista), hanno promosso, lo scorso 8 aprile, un’azione di protesta decentralizzata in tutto il paese, con l’obiettivo di ottenere la riduzione dei prezzi dei generi alimentari, l’accesso alla terra, la promozione di posti di lavoro e la fine della violenza contro i militanti e i dirigenti di Sinistra nel Bengala Occidentale.
Gli organizzatori hanno calcolato in milioni i partecipanti alle iniziative, in cui le masse hanno accerchiato i tribunali e i dipartimenti governativi in varie città.
Nella capitale, Nuova Delhi, il segretario generale del PCI (M), Prakash Karat e i leader degli altri partiti della coalizione sono stati fermati dalla polizia che ha cercato di impedire che la manifestazione si avvicinasse al parlamento nazionale. Cannoni ad acqua sono stati usati per disperdere la folla.
Nel Bengala Occidentale, un milione di persone ha accerchiato gli uffici governativi in tutto lo Stato, mentre in Kerala il numero dei partecipanti è stato calcolato in 500.000, e nei distretti di Kannur, Ernakulam, Alappuzha, Palakkad, Kollam e Trivandrum le azioni hanno mobilitato almeno 50.000 persone per ogni picchetto.
In tutto lo Stato dell’Andhra Pradesh, i manifestanti hanno superato le centinaia di migliaia. La stessa cosa si è verificata nei raduni pacifici nel Tamil Nadu e nel Maharashtra.
In Bihar, Jharkhand, Punjab, Madhya Pradesh, Uttar Pradesh, Karnataka, Orissa, Assam, Rajasthan, Himachal Pradesh, Haryana e Pondycherry, la somma degli aderenti alla protesta ha superato le 250.000 persone.
Almeno 50.000 persone sono state fermate dalle autorità nel corso della giornata di lotta in tutto il territorio nazionale, secondo stime del PCI (M).