Milano, altri due operai morti nel cantiere edile

Ancora due morti bianche il Lombardia, la regione che detiene anche il poco invidiabile record dei decessi nei cantieri edili.
I lavoratori, un 59enne originario di Gela ed un 22enne albanese, hanno perso la vita ieri, intorno alle 16, a Ceriano Laghetto, nel milanese. I due stavano eseguendo degli scavi per sistemare dei cavi ed erano scesi nella buca profonda alcuni metri, quando le pareti argillose hanno ceduto, sommergendoli. Con loro c’era anche una terza persona, il capo cantiere, che è rimasto illeso. Ancora non si conoscono i motivi che hanno portato i tre a rischiare scendendo nella fossa, vista la natura friabile del terreno.
I carabinieri di Desio ieri hanno cercato di chiarire i motivi della tragedia. L’impresa che stava eseguendo i lavori aveva ottenuto un subappalto dalla ditta che aveva vinto la gara pubblica per la sistemazione di cavi della corrente elettrica.
Sul posto, subito dopo l’incidente mortale, sono intervenuti i vigili del fuoco e due ambulanze che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso dei due operai.
Franco De Alessandri, segretario generale Fillea Lombardia, parla di «macabro rituale che si ripete con sconcertante puntualità. L’anno scorso abbiamo avuto più di 200 morti sul lavoro, il 30% in Lombardia. Ma nei momenti di maggior attività, il tasso regionale copre il 40-50% di quello nazionale. Il meccanismo dei subappalti è quello che porta ad avere questa situazione, perché è più difficile il controllo. Noi come Fillea ci stiamo impegnando a fondo per ottenere più controllo e prevenzione, ma la presenza sul territorio di Asl, Ispettorato del lavoro e Guardia di finanza è troppo scarsa per porre un freno ad una tendenza che sta aumentando sempre più. Le forze in campo non sono adeguate alle dimensioni del fenomeno che devono affrontare. Le morti nei cantieri sono la diretta conseguenza della forte diffusione del lavoro in nero. Il problema sono anche gli incidenti che portano ad infortuni, molti invalidanti. La maggior parte infatti non viene denunciata per i ricatti dei datori di lavoro».
«Il 14 marzo faremo uno sciopero per i contratti integrativi» continua De Alessandri «ed in Lombardia la manifestazione si terrà a Bergamo, la città dove la presenza del padronato è ancora molto forte. L’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili, continua a mantenere posizioni inaccettabili. Basti pensare che nella trattativa ci ha chiesto di “superare” l’articolo 15 del contratto nazionale, quello che chiama alla responsabilità in solido del committente con l’appaltatore (come nel caso dell’incidente di ieri, ndr). Loro vorrebbero che il committente non fosse chiamato in causa. Questo è il livello della nostra controparte».