Mercosur sotto tutela

Si stringono i tempi per la liberalizzazione del commercio tra Stati uniti e Mercosur. A Punta del Este, in Uruguay, il rappresentante Usa Robert Zoellick e i suoi colleghi dell’Argentina, del Brasile, dell’Uruguay e del Paraguay hanno fissato una agenda di incontri per discutere il libero accesso ai mercati, in particolare, l’agricoltura, e la libera circolazione dei capitali e degli investimenti, l’uso e la sperimentazione delle biotecnologie. Questo primo accordo – il prossimo negoziato si terrà il 24 settembre a Washington, in occassione della riunione del Fmi – è un succeso della strategia di George W. Bush, che cerca di inglobare questo mercato regionale nel più grande progetto di zona di libero scambio, conosciuto come Alca. L’Alca (mercato aperto dall’ Alaska alla Terra del Fuoco), si dovrebbe realizzare entro il 2005; ma per diventare efficace deve sconfiggere le ultime barriere protezionistiche di questo trattato locale, a cui aderiscono i più importanti paesi latinoamericani e anche, in qualità di osservatori speciali, la Bolivia e il Cile.
Gli Stati uniti hanno saputo approfittare del particolare momento di crisi economica dell’Argentina e del Brasile: entrambi colpiti dalla recessione, con un grosso rischio di insolvenza finanziaria. Per conto di Bush, il Fmi ha già fatto il lavoro sporco e ha obbligato i due governi a ricorrere a manovre restrittive, in cambio di consistenti prestiti. Non è un caso che l’Argentina si sia dichirata pronta a discutere le relazioni commerciali con gli Stati uniti, subito dopo che Washington ha dato la disponibilità a prestare altri 8 miliardi di dollari a Buenos Aires.
Con 210 milioni di cittadini e un reddito pari a 1.000 miliardi di dollari in beni e in servizi, i paesi del Mercosur sono un boccone ghiotto per il commercio statunitense. Bush ha capito che, attraverso accordi bi o trilaterali, o tipo “quattro più uno”, può ottenere risultati migliori che da un meganegoziato quale quello del Wto. Inoltre, gli Usa stanno cercando di battere la concorrenza dell’Unione europea nel Cono sud.