Manifesto di adesione alla mozione “Essere comunisti”

Come Giovani Comuniste/i iscritte/i al PRC ci apprestiamo ad affrontare il VI Congresso del Partito con impegno ed entusiasmo. È un momento estremamente difficile per l’Italia e per il mondo intero. Il rischio incombente di una nuova guerra mondiale e il disastro sociale provocato dal capitalismo ci chiedono un’assunzione di responsabilità, a cui non possiamo sottrarci. La politica è interrogata nelle sue fondamenta, la sinistra e i comunisti devono cercare delle risposte che muovano dalla pace e dalla giustizia sociale quali antidoti alla barbarie. I giovani sanno bene quanto ciò sia difficile. Vengono obbligati a convivere con precarietà, incertezza e disagio, veri paradigmi del mondo contemporaneo. L’ondata revisionista ha rovesciato i grandi valori della sinistra e tarpato le ali dell’entusiasmo, tentando di chiudere gli occhi della critica sociale e di nascondere l’oggettiva necessità di un’alternativa a questa società. Ci dicono che sognare è reato, che la storia è finita. Ma abbiamo imparato, da tanti nostri compagni, a raccogliere le sfide perché urgente è la necessità della liberazione.Vive ancora oggi nei percorsi e nelle esperienze di un movimento reale che ha parlato la lingua degli operai e dei contadini, degli studenti e degli intellettuali. Ha il volto dei popoli che resistono ad occupazioni, guerre, embarghi; di tutti coloro che si ribellano all’ideologia dominante e lottano e sognano un altro mondo, libero dalle antiche e nuove contraddizioni che il capitalismo non è in grado di risolvere. Noi, come loro, vogliamo cose semplici ed essenziali. Vogliamo la pace, per vivere in un mondo libero dal ricatto della guerra: su questo principio non siamo disposti a fare sconti a nessuno.Vogliamo la dignità del nostro lavoro. Con leggi che ci uniscano e rappresentino.Vogliamo la dignità del nostro essere studenti, senza compromessi. Rigettiamo l’odioso principio della selezione di classe che accomuna, oggi, Berlinguer a Moratti, Prodi a Berlusconi.Vogliamo una società in cui chi oggi ha meno, abbia di più, e chi ha di più, abbia meno. Salari più forti, redistribuzione sociale.Vogliamo l’unità per cacciare il governo delle destre, della guerra preventiva e del massacro sociale, ma non siamo disposti a sopportare un nuovo Kosovo o una nuova tassa per Maastricht.E vogliamo che il prossimo Congresso parli di questo e che il nostro Partito ci capisca, ritornando in sintonia con i bisogni e i sogni dei giovani e degli sfruttati. Sono domande difficili, meritano risposte impegnative, frutto di discussioni collettive e partecipate, non di interviste categoriche che, attraverso i giornali, “dettano la linea”.E la risposta non può essere l’acquiescenza nei confronti di industriali e sinistra moderata, l’abiura del nostro passato, l’insinuazione di una Resistenza “angelizzata”, così come non può essere la scelta della ideologia assoluta della “non violenza”, i “se” e i “ma” rispetto alla eroica Resistenza irachena, all’Intifada palestinese e alla pluridecennale lotta di Cuba socialista. Chiediamo dunque ai compagni di riflettere: ne ha bisogno il partito, ne abbiamo bisogno tutti. La nostra storia e il nostro futuro ci chiedono innovazione, radicalità, rivoluzione. Non burocrazie e poltrone, rassegnazione e “compatibilità”. La vera alternativa di società, oggi, è fuori dal liberismo e dalla Nato, fuori dai compromessi al ribasso e dalla logica dell’alternanza. È dentro le lotte degli ultimi anni, nella partecipazione e nel protagonismo di chi non si rassegna e inizia a ribellarsi. Ricominciamo a sognare. Per far rivivere la politica, l’impegno e la passione, per ESSERE COMUNISTI.

Romina Ambrogio Cpn;
Fulvia Bilancieri Cpn;
Celeste Costantino Cpn;
Nino De Gaetano Coord. Naz. Gc;
Yassir Goretz Coord. Naz. Gc;
Letizia Lindi Coord. Naz. Gc e Cpn;
Francesco Maringiò Coord. Naz. Gc;
Gavino Piga Coord. Naz. Gc;
Romina Razzino Coord. Naz. Gc;
Luigi Sciotto Coord. Naz. Gc;
Ilaria Sorrentino Cpn;
seguono 321 firme di Giovani Comunisti.