Maledetto Joker

LOS ANGELES — «Volevo ritornare alle radici più dark di Batman, alle sue nemesi, alla sua lotta contro il male puro personificato dal ladro dei ladri, The Joker», ha detto Christopher Nolan prima di presentare allo Showest di Las Vegas molti e stupefacenti spezzoni dell’attesissimo The Dark Knight. Ed ecco apparire il Grande criminale, un Heath Ledger con il volto da clown e movenze feline: l’ultimo personaggio interpretato dall’attore di 28 anni, morto per un’overdose di farmaci lo scorso gennaio.

Una tragedia che ha scosso Hollywood. E davanti allo schermo lo stupore per la spettacolarità di alcune scene si è mescolato alla commozione. Gotham City appare accecata dalla luce (e non cupa come si era abituati a vederla in passato), The Joker fa la sua irruzione tra tanti altri joker, truccati come lui, simili a lui: è la sua banda, assaltano una banca. Il Supercattivo è soprattutto uno psicopatico fanatico nel film costato 200 milioni di dollari e che ha dato alla Warner Bros un supereroe capace di competere con Spider-Man della Sony, con gli X-Men della Fox e con Ironman della Universal. Nella sequenza, girata con cineprese Imax che crea effetti tridimensionali, il vero Joker si riconosce subito per i tratti inconfondibili del volto di Heath: non ha la corposità del Joker di Jack Nicholson, è un ragazzo, gelido come un kamikaze nelle sue azioni.

È davvero una calamita per gli occhi dello spettatore. E si è già aperto un dibattito in Usa. Gotham City può sembrare anche Bagdad e chi ha il potere o superpoteri attrae e genera il Male. Il Joker scava nelle radici della negazione di ogni ordine sociale, è il simbolo della vendetta che genera altre vendette o guerre. Lo aveva già detto Jack Nicholson: «È il male distruttivo e ammetto che ha scavato nella mia coscienza e nella mia abituale ironia, generando ossessioni».

È bastato a qualcuno per far dire che Joker aveva contribuito all’autodistruzione di Heath (che prima di morire aveva girato alcune scene di un altro film, The Imaginarium of Doctor Parnassus di Gilliam). «Una speculazione — hanno ribattuto i suoi amici — Heath ha vissuto con divertimento e impegno molto fisico questo suo ruolo». Al fianco del regista Nolan, gli attori Maggie Gyllenhaal e Christian Bale hanno ribadito: «Heath era conquistato dallo studio del suo personaggio, lo coinvolgeva il braccio di ferro con Batman, il suo tentativo di trasformarlo nel suo killer: estrema vendetta perché avrebbe significato la mutazione di un’ anima nobile in un omicida». In tutte le sequenze viste Heath è un agile acrobata, maneggia attrezzi giganteschi per aprire grandi cassaforti, pistole e fucili enormi. Ha occhi feroci dietro la maschera, anche quando spara a una gamba a Christian Bale (Batman). «E’ lo psicopatico più brutale che abbiate mai visto sullo schermo», aveva detto Michael Caine (che interpreta Alfred, il maggiordomo di Batman) già prima della morte di Ledger diventato celebre nel ruolo di cowboy gay in Brokeback Mountain.

Nel film (che uscirà in Usa il 18 luglio e cinque giorni dopo in Italia con il titolo Il cavaliere oscuro) sarà The Joker, che uccide e ruba per diletto a monopolizzare l’attenzione. «Perché The Joker è la personificazione di tutte le radici dark delle vicende create da Bob Kane e Bill Finger e nel nuovo film è il centro focale di un mondo che sempre più sta sprofondando nel caos. Non nego che ci sia anche un contesto politico nel nuovo film perché The Joker è un criminale, ma è anche l’ambigua risposta a poteri che generano reazioni violente », dice il regista, che da Memento a Batman Begins ci ha dato storie cupe e sta organizzando una non facile campagna di lancio del film. «Perché la Warner — assicura il regista — non intende affatto speculare sulla scomparsa di Ledger».