Madagascar: il presidente Rajoelina tiene testa all’Occidente

Traduzione di l’Ernesto online

In questi giorni in Madagascar si è votato per una nuova Costituzione e nel frattempo abbiamo assistito a un tentativo di golpe per rovesciare l’attuale presidente Andry Rajoelina. Per inquadrare il contesto in cui si svolgono questi avvenimenti, proponiamo un articolo apparso in Atlas Alternatif che forse ci permette di capire meglio le ragioni di tanto accanimento degli strumenti di comunicazione occidentali contro il presidente in carica.

*Il blog «Atlas alternatif», diretto da Frédéric Delorca si propone dal 2006 di offrire un contributo collettivo (42 collaboratori) al servizio della critica del dominio dei grandi gruppi industriali, finanziari, mediatici e degli Stati occidentali nel mondo e a sostegno dell’iniziativa, sul piano internazionale, delle forze progressiste antimperialiste
“Non so voi, ma io ne ho abbastanza delle pressioni e del forcing di paesi stranieri”, ha dichiarato il 6 novembre il presidente malgascio Andry Rajoelina, nel corso del suo show politico al Palazzo dello Sport di Mahamasina davanti a centinaia di migliaia di persone. “Abbiamo passato 20 mesi senza alcun aiuto da parte loro, ma gli affari nazionali continuano a funzionare. Dimostreremo che riusciremo a restare in piedi e realizzeremo i nostri obiettivi di sviluppo”.

Gli Occidentali rimproverano a Rajoelina, definito dalla stampa anglo-sassone “businessman populista”, di avere rovesciato nel 2009 l’ex presidente Ravalomanana, padrone del più potente gruppo agro-alimentare del paese, Tiko, sostenuto dagli evangelisti statunitensi.

Da allora non hanno risparmiato le loro pressioni su Antananarivo. Nel giugno scorso, l’Unione Europea ha sospeso il suo aiuto al Madagascar (il cui bilancio dipende per la metà da apporti esteri). Gli Stati Uniti avevano fatto la stessa cosa in marzo in seguito allo scioglimento del parlamento malgascio. Washington si è anche appigliata al tema della protezione delle foreste per mettere in difficoltà il Madagascar. Il 5 novembre 2009, il rappresentante democratico Earl Blumenauer (Oregon) aveva fatto votare alla stragrande maggioranza della camera dei rappresentanti statunitense una risoluzione di condanna del saccheggio della foresta malgascia.

Nel corso del meeting del 6 novembre, il presidente Rajoelina ha presentato i nuovi partners del Madagascar: la Cina, tra cui i rappresentanti di grandi imprese come China Sonagol International Holdings e China International Found, ma anche la Turchia, l’India, l’Iran.