Ma è solo Cofferati?

Il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, in questi giorni, ha più volte espresso la sua solidarietà a Sergio Cofferati riguardo le azioni avviate dal comune di Bologna contro extracomunitari e nomadi. Queste iniziative vengono qualificate e sostenute come azioni volte a tutelare la legalità. Vengono, altresì, annunciati dal Sindaco documenti che, qualora non fossero sottoscritti e condivisi dalle forze che compongono la maggioranza del comune di Bologna, tra le quali Rifondazione Comunista, le collocherebbero “oggettivamente” fuori dalla maggioranza.

Vorremmo, innanzitutto, esprimere la nostra totale solidarietà e comprensione ai compagni bolognesi per la loro difficile battaglia. A Torino Rifondazione Comunista è all’opposizione, in una condizione, quindi, diversa da quella dei compagni di Bologna. Nonostante ciò non crediamo che quanto accade a Bologna sia né un caso isolato, né dovuto alle sole forzature del Sindaco Cofferati. Noi a Torino lo sappiamo benissimo perché vale lo stesso per il nostro sindaco (come ha dichiarato lui stesso) anzi pensiamo che valga anche per il sindaco di Bari, come da dichiarazioni rese alla stampa, e che, più in generale, riguardi il nostro rapporto con tutta l’Unione. Se Cofferati deciderà unilateralmente di cacciare il Prc dalla maggioranza comunale, questo atto parlerà anche a noi di Torino e a tutti gli altri compagni che stanno lavorando molto faticosamente alla costruzione di un percorso unitario con il centro sinistra. Vorremmo capire se la legalità per alcuni sindaci del centro sinistra, applauditi significativamente da tutto il centro destra, si limiti alla repressione violenta verso i più deboli o se si intenda, al contrario, per legalità anche l’impegno a far rispettare la legge ai più forti. A Torino partiamo, ad esempio, dall’inchiesta della CGIL provinciale che denuncia forme di caporalato e di schiavismo attuate nella miriade di cantieri edili sorti in città in vista delle Olimpiadi invernali del 2006. Sapendo, così ci dice tale inchiesta, che si tratta solo della punta di un iceberg di soprusi e violenze cui vengono sottoposti immigrati e fasce sociali più deboli. Vogliamo parlare seriamente di legalità? Parliamone. Discutiamo di politiche di tutela e inserimento per le fasce di povertà o di cittadinanza a rischio, parliamo di edilizia pubblica, parliamo di monitoraggio della sicurezza e del rispetto delle leggi nei cantieri edili, nei depositi dei mezzi pubblici, nei luoghi di lavoro più in generale.

Di questa legalità pretendiamo di parlare, non di altro. Su questa base e allargando l’ambito della nostra discussione, siamo da subito disponibili ad aprire confronti e spenderci alla costruzione di percorsi programmatici unitari e destinati a durare per i governi delle nostre città.

* Segretario Rifondazione Comunista – Torino